‘401. E’ Amatrice’, voglia di rinascita in un profumo

Amatrice (Rieti). Una fragranza che esprime forza, un aroma che parla di speranza. In presentazione il 31 gennaio prossimo alla Triennale di Milano, 401 È Amatrice è il profumo simbolo di un territorio e inno al suo coraggio di risollevarsi dalle macerie e dalle ferite inflitte, nell’estate del 2016, dal temendo terremoto che lo ha raso al suolo. A firmare il progetto imprenditoriale è Marina e Roberto Serafini con le figlie Domiziana e Alessia.

Per pura fortuna la famiglia di commercianti, conosciuta per la conduzione della profumeria più antica della cittadina di Amatrice, si è salvata da quell’apocalisse e, dopo aver vissuto l’esperienza dell’accampamento nelle tende, dopo aver parlato con Vincenza Bufacchi della Confederazione Nazionale dell’artigianato e Piccola Impresa, ha trovato la stima e l’apprezzamento di due architetti, Silvana Angeletti e Daniele Ruzza.

Da un’idea alla creazione di un profumo che porti con sé il nome di Amatrice, che significhi la ripresa, che racconti la sensorialità di una terra che non aspetta, agisce. Sensazioni centrate dal naso Lorenzo Dante Ferro che, nel settembre dell’anno scorso, si è messo immediatamente al lavoro concretizzando quello che la sua sensibilità e la sua professionalità gli suggerivano. Ad occuparsi della comunicazione di 401 È Amatrice sarà l’agenzia di Katia Jorfida e Cristina Rota mentre al fotografo Giovanni Gastel sarà affidata l’immagine.

401 È Amatrice ha anche il compito di tentare di cambiare le cose perché quel che è successo non possa più accadere. Per questo, Anna Maria Sacconi, attraverso la sua arte silenziosa ed essenziale, dona il suo messaggio di cura e di protezione. Una rete, una garza sottile.
Non cade, non cade. Non può più accadere”. Il profumo.

Silva Bos

Silva Bos

Giornalista di Informazione Positiva - Direttore Responsabile di Karamellenews.it