6 Aprile, Giornata Nazionale dello Sport per lo Sviluppo e la Pace

L’ONU ha proclamato il 6 aprile Giornata Nazionale dello Sport per lo Sviluppo e la Pace“, il cui principale scopo è commemorare la nascita dei primi giochi olimpici dell’era moderna: la “1° Olimpiade”, tenutasi ad Atene nel 1896. In realtà lo sport, usato anche come intrattenimento, ha origini antichissime, sia nell’antica Grecia che a Roma, e a quell’epoca vi era una vera e propria esaltazione degli atleti, che venivano considerati tra gli uomini più forti del mondo.

Oggi esistono innumerevoli iniziative in questa giornata, sia a livello locale che nazionale, e sono soprattutto dedicate ai più piccoli, visto che le discipline sportive, indipendentemente da quale esse siano, hanno il grande potere di consolidare i rapporti umani, aiutando la socializzazione dei soggetti più timidi e chiusi, oltre a stimolare lo spirito di squadra e la sicurezza personale. Non per niente diverse onlus che prestano aiuti umanitari nei paesi sottosviluppati o devastati dalle guerre, adottano lo sport, ormai reputato diritto umanitario, sotto forma di gioco, per aiutare i bambini a riprendere fiducia in se’ stessi e nel mondo, e al tempo stesso far loro recuperare una quotidiana normalità.

Questi sono solo alcuni dei motivi per i quali anche la medicina negli ultimi decenni si avvale molto degli esercizi fisici, usati sia per migliorare delle condizioni cliniche che variano dal sovrappeso ai dolori articolari, ma anche e soprattutto per prevenire future malattie cardiovascolari e addirittura anche forme diabetiche. Utilissima, perciò, soprattutto per le persone anziane che non possono fare attività sportiva: una lunga passeggiata, magari in mezzo al verde, oltre che migliorare il sistema vascolare, aiuta anche la mente ad ossigenarsi e restare giovane.

Con queste premesse non ci sono più scuse per poltrire in casa. Con l’arrivo delle belle giornate e la possibilità di una gita domenicale, dimentichiamoci di telefoni e computer e riprendiamoci il tempo di passeggiare, magari riallacciando quei rapporti interpersonali ormai messi da parte a causa della multimedialità.

Miriam Roda’

Redazione Karamellenews

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