Andate oltre alla cruda realtà!

Se si vive solo nella cruda realtà con gli altri o/e per gli altri non si diventerà mai felici.

L‘uomo ha bisogno di una sua propria realtà, dove poter realizzare un proprio talento, qualcosa che va al di là della quotidianità con tutti i suoi problemi.

Aprirsi a sé stessi, facendosi spazio, prendendosi tempo per qualcosa di proprio non è egoista come tanti credono, ma rilevante e importante in ogni vita. Stare bene in senso psicologico vuol dire migliorare la realtà per sé e in conseguenza per gli altri. Oggigiorno la gente non vuol più sentire e vedere informazioni e cose negative, dato che quelle, purtroppo, ci sono e ci saranno sempre. Prendendosi tempo per un bell’hobby come la musica o la lettura, per esempio, vuol dire cercare la pace e la bellezza della nostra natura.

Noi uomini possiamo scegliere come vivere e cosa fare della nostra vita. Come diceva già Pico della Mirandola nel lontano 500: “Non ti ho fatto né celeste né terreno, né mortale né immortale, perché di te stesso quasi libero e sovrano artefice ti plasmassi e ti scolpissi nella forma che avresti prescelto”. Proprio in questi tempi del Coronavirus, dove regna il social distancing, potremmo prendere la palla al balzo e riflettere su quello che ci piacerebbe fare al di là dei compiti quotidiani. Blaise Pascal, un altro filosofo, aveva ragione dicendo che tutta la infelicità deriva dal fatto che l‘uomo non sa restare da solo in una stanza: “Tutta l’infelicità degli uomini deriva da una sola causa, dal non sapere starsene in pace, in una camera”. Io andrei oltre, dicendo che il fatto di non saper starsene in pace in una camera deriva dal fatto che l‘uomo non crede a sé stesso, che ha poca creatività, che, rimandendo solo, non sa cosa fare. Se sapesse che la soluzione non sta nel stare con gli altri o che la soluzione per la felicità non verrà mai dall‘altro, bensì da se stessi, penso che tanti ci proverebbero. Proprio allora si diventerebbe consci del fatto, che la soluzione starebbe proprio nel fare il primo passo verso sé stessi.

Sarah Krampl