Antonio Abate, il Santo che aiuta a trovare le cose perdute

Don Don aprite è sand’Andonië
Don Don aprite è sand’Andonië.

Bonasera bbona ggende
che vivetë allegramende
ve salutë sand’Andonië
prutettore condr’a lu Demonië
ve salutë sand’Andonië
prutettore condr’a lu Demonië.

A stu sandë na bbona mojë
li parindë j’avevë uffertë
essë scapp’a lu desertë
pi nn’avè li siccaturë.

Sand’Andonië llà lu piattë
se magnevë li tajulinë
lu Demonië uatta uattë
je s’arrobbë la furcinë,
Sand’Andonië nze ne lagne
e con la mani se li magne.

Comincia così un’antica canzone popolare; il testo qui riportato è abruzzese, ma si trova anche in dialetto marchigiano. Le parole sono particolari, con il linguaggio del popolo ci vogliono dire che “dai e dai, anche il più Santo perde la pazienza”.

Il testo completo è particolare…anche un po’ volgare, nel senso che usa le parole del volgò! A modo suo testimonia un culto antichissimo di questo Santo del quarto secolo, diffuso sopratutto nel mondo rurale.

Sant’Antonio Abate, detto anche sant’Antonio il Grande, Sant’Antonio d’Egitto, sant’Antonio del fuoco, Sant’Antonio l’anacoreta, si festeggia il 17 gennaio.

Antonio nacque intorno al 250, a Coma in Egitto. A 20 abbandonò tutto per recarsi nel deserto prima e poi sulle sponde del Mar Rosso dove condusse vita da anacoreta. Abbandonò solo due volte il deserto per recarsi ad Alessandria a confortare i cristiani durante la persecuzione di Massimino Daia e la seconda per esortarli alla fedeltà al concilio di Nicea.

È considerato il Padre del Monachesimo perché altri cristiani accorsero e costruirono intorno a lui dei luoghi di ritritò: fu eremita insieme ad altri eremiti. I suoi discepoli tramandarono i suoi scritti consistenti in una raccolta in 120 detti e in 20 lettere; nella Lettera 8, Sant’Antonio scrisse ai suoi “Chiedete con cuore sincero quel grande Spirito di fuoco che io stesso ho ricevuto, ed esso vi sarà dato”.

Quando, nel 561 fu scoperto il suo sepolcro, le sue reliquie furono portate in pellegrinaggio per l’Europa, fino in Francia dove nel XI secolo a Morte Saint Didier fu costruita una chiesa in suo onore. Per venerare le sue reliquie accorrevano a lui malati di ogni genere, in particolare di ergotismo canceroso, una malattia derivante da un fungo della segala usata per fare il pane. Questo morbo era conosciuto già dai tempi antichi con il nome di Ognissanti sacer, fuoco sacro, per il bruciore che provocava.Per accogliere tutti gli ammalati si costruì un ospedale e nacque l’antico ordine ospedaliero degli “Antoniani” che diede origine al  villaggio di Saint-Antoine di Viennois Il Papa concesse all’ospedale il privilegio di allevare maiali per uso proprio e a spese della comunità: i porcellini potevano circolare liberamente e nessuno li toccava se portavano al collo una campanella. Il loro grasso venne usato per curare l’ergotismo che prese in nome di Male di Sant’Antonio e poi fuoco di S. Antonio (herpes zoster).

Nella iconografia popolare il Santo viene rappresentato con un maialino che porta al collo una campanella e con il bastone dell’eremita; oppure attorniato da donne procaci che rappresentano il demonio con le sue tentazioni; a volte anche circondato dal fuoco perché si racconta che egli andasse anche all’inferno per liberare le anime. Dal maiale si passò a considerarlo protettore di tutti gli animali domestici e ancora oggi il 17 gennaio si è solito far benedire gli animali e le stalle.

Viene festeggiato da Nord a Sud dell’ Italia con canti, danze e falò: nel Salento arde la Focara, una pira alta 25 metri e con il diametro di 20; in Sardegna la sua festa da avvio al Carnevale. E poi, c’è la credenza popolare che vuole che il Santo aiuti a trovare le cose perdute. Al nord si dice “Sant’Antoni dala barba bianca fam trua quel ca ma manca” e al sud – dove viene spesso chiamato Sant’Antuono, per distinguerlo da Antonio da Padova – “Sant’Antonio di velluto, fammi ritrovare quello che ho perduto”. Vi garantisco che funziona! Provate anche voi.

Giovanna Turco

Giovanna Turco

Articolista & curatrice della rubrica Karamella Folk di Karamellenews.it