Asteroidi osservati speciali

E’ possibile deviare un asteroide che rischia di impattare con il nostro pianeta? Gli studi, attraverso l’invio di sonde verso asteroidi per osservarli, si stanno moltiplicando. Così come stanno nascendo osservatori che da Terra monitorano le orbite e il comportamento di questi corpi minori del sistema solare. Ad esempio, la Nasa sta preparando la sonda DART che partirà nel 2022 alla volta di Didymos, un asteroide binario perché possiede una piccola luna del diametro di 160 metri denominata Didymoon. Dart colpirà Didymoon e produrrà una leggera deflessione della sua orbita. Con molta probabilità si svilupperà una scia simile a quella delle comete (forse osservabile anche da Terra con piccoli strumenti).

L’impatto verrà ripreso dal minisatellite Licia Cube dell’agenzia spaziale italiana. Sarà la prima volta che verrà deviato in modo misurabile un oggetto del sistema solare senza rischi per la Terra. Anche l’Agenzia Spaziale Europea sta progettando una missione, denominata HERA, verso Didymos per il 2026. La sonda dovrebbe confermare la riuscita della missione Dart e dirci se, in futuro, sarà possibile deflettere asteroidi che costituiscano un eventuale pericolo per il nostro pianeta. La missione, anche se di tipo low cost (290 milioni di Euro), è tuttavia in attesa di essere finanziata durante la ministeriale dell’Esa di dicembre. Hera sarà dotata di strumenti per la mappatura dell’asteroide e di due mini satelliti per lo studio della struttura e la rilevazione della gravità di Didymoon. L’efficacia nel riuscire a deviare un asteroide dipende dalla sua struttura, se è di tipo poroso, l’urto produce una eiezione di materiale che crea una spinta. Ian Carnelli, responsabile del progetto Hera, ha dichiarato che “Siamo la prima generazione ad avere le tecnologie pronte per deflettere un asteroide. I primi a poter testare per vedere se funzionano”.

Un altro settore della ricerca riguarda invece la possibilità di individuare, da Terra, potenziali asteroidi a rischio impatto con l’atmosfera. Un progetto interamente italiano, dedicato alla loro ricerca, è stato recentemente presentato da ASI, ESA e OhB Italia. Si tratta di uno speciale telescopio dotato di ottica particolare che ricorda gli occhi di una mosca, il nome scelto è infatti FLYEYE. Il brevetto lo si deve a tre ricercatori italiani: Roberto Regazzoni, Marco Chiarini e Lorenzo Cibin. Il telescopio, installato in Sicilia sul monte Mufara (1865 m), osserverà ogni notte una estesa porzione di cielo alla ricerca di asteroidi da un sito particolarmente adatto per le qualità della sua atmosfera. Il progetto è stato presentato a Turate (Como), sede della OhB, azienda che ha realizzato Flyeye. “Potremo scoprire asteroidi fino a 40 metri di diametro con un anticipo di 3 settimane prima che impattino contro l’atmosfera terrestre”, ha dichiarato Ian Carnelli all’ANSA. Tre settimane sarebbero più che sufficienti a far evacuare aree a rischio impatto.

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it