Autunno: equinozio e curiosità

Non è sempre lo stesso giorno a decretarne l’inizio. E nemmeno la stessa ora. Perché?

Arriva l’autunno e con esso giunge anche un velo di tristezza. La spensierata bella stagione per antonomasia termina e ci richiama ai nostri impegni “seri”.  La parola AUTUNNO deriva da AUCTUS, participio passato del verbo latino augere che significa abbondanza, arricchimento. Forse pensando alle nostre origini contadine, ne intuiamo il perché. Ce lo ricordano anche alcuni proverbi: “Per Santa Eufemia (16 sett.) comincia la vendemmia” e “San Matteo (21sSett.) addolcisce i grappoli”.

Nessuna stagione dell’anno possiede tanti prodotti della terra come l’autunno. Oggi la grande distribuzione ci offre una vastissima scelta in ogni periodo dell’anno, di frutta e verdura anche “fuori stagione”. Questo indubbio vantaggio ci ha fatto però perdere il contatto con quell’aspetto della natura legato alla stagionalità dei prodotti agricoli.  Possiamo dunque comprendere meglio il significato etimologico di Autunno se consideriamo che questo è un periodo di grandi raccolti di ortaggi e frutta: olive, uva mele, pere, castagne e i meno considerati corbezzoli, cotogne e melograni.

Tuttavia, trattando questa rubrica argomenti astronomici, dobbiamo citare anche qualche curiosità legata al cielo. Entriamo nell’autunno astronomico intorno al 21/24 settembre con l’equinozio di autunno. Non è dunque sempre lo stesso giorno a decretarne l’inizio. E nemmeno la stessa ora. Perché?

La meccanica celeste, che studia i movimenti della Terra (rivoluzione, rotazione, nutazione, fenomeno della precessione degli Equinozi, per citarne solo alcuni), ci spiega che i tempi nei quali essi si compiono non sono costanti.  Sappiamo che l’anno civile di 365 giorni rappresenta solo una convenzione necessaria per adattarla alle attività umane. In realtà questo valore ammonta a 365 giorni,5 ore,48 minuti e 49 secondi (Anno Tropico). Sappiamo anche che la differenza viene compensata con l’introduzione degli anni bisestili (ne abbiamo già parlato ampiamente in passato).

Quest’anno, l’equinozio autunnale è avvenuto alle 15.31 del 22 settembre. Il che significa che alle 15.31 di questo giorno, il Sole ha attraversato l’equatore terrestre passando dall’emisfero nord a quello sud. All’Equinozio di primavera, intorno al 21 marzo, avverrà il contrario. Anche la data di quest’ultimo varia nel presentandosi più spesso il 20 Marzo. Tuttavia, per il calcolo della data di Pasqua, la Chiesa considera sempre l’inizio dell’Equinozio di primavera il 21 Marzo. Per l’autunno invece, la data del 21 settembre non appare da circa 1.000 anni e si ripresenterà nel 2092 e nel 2096. Solitamente le date più frequenti sono il 22 e il 23 (nel 2018 e 2019). Quella del 24 si è avuta per l’ultima volta nel 1931 e si ripeterà… nel 2303. Occorre anche precisare che la parità di durata tra il giorno e la notte in questo giorno, dovuta alla perpendicolarità dei raggi solari rispetto all’asse di rotazione terrestre, non avviene, come spesso leggiamo, all’equinozio (dove la durata del giorno è leggermente maggiore di quella notturna), ma in giorni differenti a seconda della latitudine del luogo considerato. Per località situate oltre i 40° di latitudine Nord, la parità avviene il 25 settembre. Per quelle sotto i 40° Nord, il 26.

Altri fattori sono tuttavia responsabili di queste anomalie. Ne riparleremo in seguito.

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it