Benvenuta primavera! Tutte le curiosità dell’Equinozio

Il 20 Marzo, alle 10 37, è iniziata la primavera astronomica.

L’equinozio si verifica in un momento preciso (giorno, ora, minuti, secondi) e dura quell’attimo, anche se d’abitudine si cita solo il giorno. Dell’Equinozio abbiamo già parlato a lungo in passato descrivendo quanto avviene a livello astronomico. Oggi vorrei presentare alcune curiosità relative a questo importante evento.

Per esempio va ricordato che esiste un inizio di primavera meteorologico fissato il 1° di Marzo, convenzione che interessa anche le altre stagioni: Inverno 1° Dicembre, Estate 1° Giugno e Autunno 1° Settembre. Poi la data che viene generalmente indicata, il 21 Marzo, raramente dà inizio alla primavera (si è verificato nel 2003 e 2007 e tornerà nel 2102) mentre la data più gettonata è quella del 20. Dal 2000 al 2049, esclusi gli anni indicati sopra, avremo l’Equinozio il giorno 20, fatta eccezione per gli anni 2044 e 2049 nei quali cadrà il 19 Marzo.

La causa degli scostamenti delle date dipende da differenze tra la durata reale delle stagioni, da come è stato determinato il calendario e dai moti irregolari del nostro pianeta, che risente delle perturbazioni   causate da Sole e Luna e in maniera minore da Venere, Marte e Giove. In questo contesto va ricordato il fenomeno della precessione degli equinozi, responsabile, oltre che della variazione di puntamento dell’asse terrestre nel cielo, dello slittamento retrogrado dei punti equinoziali, rispettivamente intersezioni tra Equatore celeste ed Eclittica (il cammino percorso dal Sole durante l’anno).

Agli equinozi, il Sole si trova esattamente su uno di questi due punti (Gamma in primavera e omega in autunno) e si appresta ad attraversarli portandosi verso Nord in primavera e verso Sud in Autunno. Il moto di precessione “sposta” questi due punti indietro, anticipando il momento dell’equinozio. L’equinozio autunnale cade tra il 22 e il 23 Settembre con prevalenza del 22 e la differenza, oltre che per la durata maggiore dell’estate rispetto all’inverno (93 giorni rispetto agli 89 invernali), dipende dalle caratteristiche orbitali del Sole. Il moto di precessione, che si sviluppa in 25.800 anni   fa compiere ai punti equinoziali un percorso circolare sull’Equatore che li porta a toccare, ogni 2.150 anni circa (25.800: 12) le 12 costellazioni zodiacali. Essendo il moto retrogrado, si comprende come ogni 2.150 anni questi punti arretrino di una costellazione. Quando sono stati scoperti, più di 20 secoli fa, il punto Gamma o Vernale si situava nella costellazione di Ariete e quello autunnale nella Bilancia. Oggi essi si reperiscono rispettivamente nei Pesci e nella Vergine (con buona pace degli astrologi che nella compilazione degli oroscopi non ne tengono conto).

Un’altra precisazione va fatta per quanto riguarda la ugual durata notte/dì (dalla quale equinozio). In realtà, alle nostre latitudini, le ore di luce possono eccedere anche di 8 minuti rispetto a quelle notturne per effetto legato alla rifrazione atmosferica e di parametri collegabili alla meccanica orbitale solare. Spesso si legge che agli equinozi il Sole sorge esattamente ad Est e tramonta esattamente ad Ovest. In realtà, essendo l’equinozio rappresentato dall’attimo nel quale il Sole si trova esattamente sull’equatore e sta per attraversarlo, le condizioni non potranno mai verificarsi entrambe in 12 ore perché al tramonto la nostra stella si trova più a Nord dell’Equatore che non al sorgere.

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it