Bepi corre verso Mercurio

Sabato 20 ottobre, alle 3.45 ora italiana, è cominciata l’avventura della sonda Bepi Colombo. Dalla base di Korou, Guyana francese, un razzo Ariane V ha portato nello spazio una sonda, frutto della collaborazione tra l’Europea Esa e la Giapponese Jaxa, che raggiungerà Mercurio tra sette anni. Per ottimizzare la traiettoria, Bepi Colombo non dirigerà direttamente verso il pianeta più interno del Sistema Solare, ma effettuerà ben otto incontri ravvicinati: uno con la Terra, due con Venere e sei con Mercurio. Queste manovre, chiamate Flyby, sfruttano la gravità dei pianeti attorno ai quali la sonda si avvicinerà, per ottenere una accelerazione tramite quello che viene definito: “effetto fionda”.

Bepi Colombo, utilizza motori a ioni e ad energia solare fornita da speciali pannelli ad alta irradiazione, il tutto per portare la navicella nei pressi di Mercurio, dove dovrà rallentare per non esser risucchiata dalla gravità Solare. All’interno del Mercury Composite Spacecraft, (nome tecnico della navicella), sono stivati due orbiter: MPO (Mercuty Planetary Orbiter), di costruzione europea, che si porrà in orbita bassa e studierà la composizione interna e la superficie di Mercurio. MMO (Mercury Magnetospheric Orbiter), prodotto dall’agenzia spaziale giapponese, sarà collocato in orbita polare e si occuperà dello studio della magnetosfera del pianeta. Uno scudo termico, completa la dotazione della navicella.

Dopo aver percorso nove miliardi di Km, a dicembre 2025, Bepi Colombo si porrà in orbita intorno a Mercurio per restarci almeno un anno terrestre (pari a quattro anni mercuriani), durata che potrebbe essere ampliato fina al 2028.

La missione Bepi Colombo ha grandi ambizioni: dal comprendere la natura (solida, liquida o entrambe) del nucleo di Mercurio, al miglioramento delle conoscenze della formazione del sistema solare. Ma anche analizzare la sua esosfera, una pseudo atmosfera rarefatta, composta da uno strato di atomi e plasma e la sua interazione con il vento solare. Infine, valutare la presenza e l’origine dei depositi di ghiaccio ai poli e il suo curioso campo magnetico asimmetrico. Mercurio è il pianeta meno conosciuto, il più vicino al Sole, il più piccolo e più denso; tra l’altro si sta restringendo. Le sue temperature sono estreme: da + 450°C, sulla superficie rivolta verso il sole, a – 180° C., nella parte in ombra. La sua orbita, fortemente ellittica, viene percorsa in 88 giorni, mentre la rotazione si completa in 58.6 dì. La sua distanza media dal Sole, pari a 60 milioni di Km, fa sì che riceva 10 volte la radiazione che giunge sulla Terra. Mercurio è difficilmente osservabile da Terra, vista la sua vicinanza al Sole. Si pensa addirittura che Mercurio si sia originato, in un altro sistema solare. Importante il coinvolgimento italiano nella missione: ben quattro dei sedici esperimenti a bordo di Bepi Colombo, portano la firma di INAF, delle Università La Sapienza, Parthenope e di Padova.  Molto importante il contributo di eccellenze quali Thales Alenia Space e Leonardo, in un contesto di trentacinque aziende europee.

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it