Blue stragglers: Stelle ‘diversamente’ vecchie

Già, proprio così, non tutte le stelle, come molte belle signore, non dimostrano gli anni che hanno. Un team di scienziati dell’Università di Bologna, guidato da Francesco Ferraro, utilizzando il Telescopio spaziale Hubble, ha svelato un mistero che perdurava da tre decenni. I risultati della loro ricerca sono poi apparsi su Nature Astronomy.

Tutto comincia con l’osservazione di particolari stelle presenti nella Grande Nube di Magellano distante 160.000 anni luce, una galassia satellite della Via lattea. Qui il team bolognese ha studiato alcune particolari stelle (dette vagabonde blu), appartenenti a cinque antichi ammassi stellari aventi la stessa età cronologica ma caratteristiche diverse. Lo studio ha dimostrato che l’effetto prodotto dal loro invecchiamento è simile a quello che interessa l’uomo. Soggetti aventi la stessa età possono presentare caratteristiche (forma fisica, aspetto, etc) molto differenti tra loro.  Le vagabonde blu (blue stragglers in inglese) si ipotizza siano il risultato della fusione di stelle di un sistema binario (due stelle orbitanti l’una attorno all’altra) che da vita ad un unico astro più pesante delle altre stelle presenti nell’ammasso. Il loro maggior peso sarebbe responsabile della migrazione verso il centro dell’ammasso mentre questo invecchia.

Il procedimento, detto Segregazione Centrale, porta le vagabonde blu a raggrupparsi sempre di più nel nucleo dell’ammasso a causa delle interazioni gravitazionali reciproche (in modo analogo a quanto avviene in un processo di sedimentazione).  Questo fenomeno viene definito come Invecchiamento Dinamico: “Abbiamo dimostrato che le diverse dimensioni dei nuclei degli ammassi stellari sono dovute a diversi livelli di invecchiamento dinamico: gli ammassi con nucleo più compatto sono dinamicamente più vecchi degli altri, nonostante siano tutti nati nello stesso tempo cosmico“, spiega Ferraro.

Le vagabonde blu sono molto brillanti e dotate di massa maggiore delle altre stelle, quindi facilmente visibili e vengono anche utilizzate per stimare l’età dinamica di un ammasso. Gli ammassi possono contenere un milione di stelle che, interagendo tra loro gravitazionalmente, modificano la struttura dell’ammasso stesso provocando la contrazione del suo nucleo. Mentre le stelle più massicce migrano verso il centro, quelle più piccole sfuggono all’attrazione gravitazionale. La Grande Nube di Magellano, a differenza della Via Lattea, ospita ammassi stellari di diverse gamme d’età e tipologia. Per questo motivo l’attenzione dei ricercatori si è rivolta a questa galassia.

Miro Bertinotti

Silva Bos

Giornalista di Informazione Positiva - Direttore Responsabile di Karamellenews.it