Chi ha ucciso i Dinosauri?

Se fino a ieri al banco degli imputati sedeva un asteroide, oggi quel posto lo occupa una…Cometa.

Ci risiamo. Eccoci nuovamente a parlare della grande estinzione di 66 milioni di anni fa. E tutte le volte si ha l’impressione di essere finalmente davanti alla “Pistola Fumante”, la prova inconfutabile della responsabilità della scomparsa, non soltanto dei dinosauri, ma  di almeno i ¾ delle specie animali e vegetali. Se fino a ieri al banco degli imputati sedeva un asteroide, oggi quel posto lo occupa una…Cometa.

Uno studio apparso su Scientific Report prodotto dall’Astrofisico Amir Siraj e dall’Astronomo Abraham Loeb, del Center For Astrophisycs di Harward e dello Smithsonian of Cambridge, indica come causa dell’estinzione dei Dinosauri l’impatto di un frammento di una cometa a Lungo Periodo. Questi corpi celesti sono caratterizzati da un periodo maggiore di 200 anni e provengono dalla “Nube di OORT”, una sfera che si estende da 0.3 a 1.5 anni luce dal Sole popolata da corpi ghiacciati. A causa di perturbazioni gravitazionali, alcuni di essi possono venire indirizzati verso il Sole: è nata una Cometa.

All’interno del sistema solare gioca un ruolo fondamentale Giove che, causa della sua forte gravità, agisce come un flipper sulla cometa alterandone l’orbita e la velocità indirizzandola verso il Sole dove, a causa dell’enorme gravità  della nostra stella, viene frantumata. Questo meccanismo, detto “Disgregazione Mareale”, agisce sulla cometa con più forza dal suo lato esposto al Sole che non su quello opposto, producendo frammenti più piccoli aventi maggior probabilità di impattare con la Terra. Questo fenomeno riguarda alcune comete a lungo periodo dette Sun Grazers (radenti) o di Kreutz e costituiscono circa il 20% delle prime.

Al risultato gli astronomi sono giunti analizzando la concentrazione di “Condriti Carbonacee” presente negli strati sul fondo dei crateri da impatto, soprattutto quello di Chucxulub in Messico, dove 66 milioni di anni fa si verificò un catastrofico impatto che ha lasciato un cratere nel Golfo del Messico di 150 Km di diametro e profondo 20 KM, ritenuto responsabile dell’estinzione dei dinosauri.

Altri due crateri sono stati analizzati: il Vredeford in Sud Africa, il più grande cratere terrestre, formatosi 2 miliardi di anni fa e quello di Zhamanshin, in Kazakistan, il più grande prodottosi nell’ultimo milione di anni. Ambedue presentano la stessa percentuale di Condriti carbonacee. Sapendo per certo che gli asteroidi che orbitano nella Fascia principale tra Marte e Giove scarseggiano di condriti carbonacee (presenti solo nel 10% di essi), si è potuto provare la responsabilità delle Comete Lungo Periodo.

Lo studio prevede ora l’analisi di altri crateri da impatto e l’osservazione diretta delle orbite delle comete LP attraverso il Telescopio Vera Rubin, per poter produrre dati statistici riguardanti impatti futuri con la Terra. Si ipotizza  che un impatto prodotto da frammento da Disgregazione Mareale si presenti  tra i 250.000 e 730.000  anni, mentre quello con una cometa LP ogni 3,8/11 miliardi di anni. Un asteroide come quello di Chucxulub (diametro 10 Km), ogni 350 milioni di anni. “Dovremmo vedere piccoli frammenti arrivare sulla Terra più frequentemente dalla nube di Oort – rivela Loeb. – Speriamo di poter testare la teoria acquisendo più dati sulle comete di lungo periodo, per avere statistiche migliori e magari analizzare alcuni frammenti”.

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it