Come libri e film possono aiutare a parlare d’amore

‘Educare i giovani all’amore e all’amicizia attraverso i classici’. Già il titolo della giornata di studio, tenuta giorni or sono, ha svelato  lo scopo del seminario: far riflettere, con l’aiuto di professionisti dello storytelling, su come alcune opere di particolare spessore possano far crescere i ragazzi nelle virtù che sono alla base delle relazioni d’amore e d’amicizia. Esistono dei racconti universali, che potremmo definire intramontabili: storie così antropologicamente significative che restano fuori dal tempo, o meglio, che possono vivere in ogni tempo, perché hanno qualcosa da dire all’uomo di ogni epoca e cultura. Sono i cosiddetti classici: opere letterarie che parlano all’intera umanità e che possono aiutare coloro che si affacciano nell’età adulta.

Ricerca di senso. Norberto González Gaitano, docente di opinione pubblica, ha aperto il workshop illustrando un progetto internazionale che indaga i gusti dei ragazzi realizzando focus group per parlare di amore e amicizia utilizzando come strumenti di dibattito proprio i libri, i film o le serie più apprezzate. A esporre i dati sulla prima parte del lavoro, basato su un campione di 3.700 ragazzi tra i 18 ed i 28 anni provenienti da nove Paesi è stato David Iglesias Pérez, esperto di comunicazione e metodologia di ricerca sociale a Madrid. Se è vero che Cinquanta sfumature di grigio della scrittrice inglese E. L. James, in cui la passione diventa schiavitù e l’amore si degrada in sopraffazione, è risultato molto letto (sesto in classifica), non supera opere come Il piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry o Il Signore degli anelli di John R. R. Tolkien, dove invece si mettono in luce il rispetto, l’umiltà e la solidarietà. Se non manca apprezzamento per film come Io prima di te, della regista inglese Thwa Sharrock, in cui si esalta la ricerca individualistica della felicità, risultano più amati film in cui i protagonisti danno eroicamente la vita per gli altri (Titanic di James Cameron, Spiderman di Sam Raimi, Le Cronache di Narnia di Andrew Adamon). Cosa può dirci questo? Una risposta ha provato a darla Alessandro d’Avenia presentando il suo libro Ogni storia è una storia d’amore. «I giovani hanno bisogno di eroi, hanno bisogno di vedere le cicatrici di chi ce l’ha fatta prima di loro».

Il desiderio di uscire dalla mediocrità cerca risposte di senso e compiutezza nelle storie. «Ecco perché i classici non passano mai: ci parlano di eroi che hanno combattuto e hanno vinto, ci danno un senso di compiutezza».

La bellezza ci salverà. Ma in che modo possiamo essere eroi, se non ci troviamo in situazioni straordinarie come quelle che affronta Spiderman? Ad esempio, scommettendo nel fatto che l’amore salva: dando la vita ogni giorno, nelle occupazioni ordinarie e banali della vita quotidiana. Ne ha parlato anche il docente di semiotica e storia e linguaggi del cinema Armando Fumagalli intervenendo su Anna Karenina dello scrittore russo Lev Tolstoj, mettendo in luce le differenze che emergono nel romanzo tra un amore puramente carnale e quindi distruttivo (quello tra Anna e Vronskij) e un amore segnato dalla tenerezza e dalla progettualità, scaldato e protetto nel focolare della vita domestica (quello tra Levin e Kitty) destinato a maturare nel tempo e dare frutto. «È nei piccoli e grandi impegni familiari – ha aggiunto – che cresce l’amore vero tra un uomo e una donna».

Può sembrare facile e logico amare chi è già amabile, ma se il vero amore richiedesse un cambio di paradigma, ovvero amare per rendere amabili? È la tesi della scrittrice spagnola Natalia Sanmartin Fenollera: ricevere amore ci rende migliori. Questo grande mistero, ha spiegato, è contenuto in fiabe amatissime come La bella e la bestia o in romanzi senza tempo come Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen. Tutti cercano la felicità e parlano di amore, ma pochi sanno che i veri ‘principi azzurri’ hanno bisogno della grazia, della delicatezza, della fiducia di una donna per diventare tali. Il protagonista di Orgoglio e pregiudizio, Darcy, è un uomo onesto, leale, coraggioso, ma aveva bisogno che Elizabeth glielo facesse vedere per potersi riconoscere in quelle virtù e non adagiarsi sul suo orgoglio. Perché è la bellezza che salverà il mondo.

Cecilia Galatolo