Come si calcola la distanza delle Stelle?

Il 3 aprile scorso, l’Istituto Nazionale di Astrofisica ha comunicato che il telescopio spaziale Hubble ha scovato la stella singola più distante mai osservata, sfruttando il fenomeno delle “lenti gravitazionali” (predetto da Einstein cento anni fa). Questo fenomeno è generato da una grande massa – in questo caso un gruppo di galassie – che produce un effetto di curvatura della luce che agisce come una lente che, in questo caso, ha prodotto un ingrandimento di Icarus (questo il nome dell’astro) di 2000 volte. Già, ma come si determina la distanza delle stelle? In molti modi, vediamone alcuni:

Per distanze vicine a noi (massimo 200-300 anni luce), si utilizzano metodi geometrici come la Parallasse.  Essa si basa sul principio della prospettiva: due osservatori distanti tra loro osservano lo stesso oggetto rispetto ad un punto di riferimento molto lontano, ottenendo due misure angolari leggermente differenti tra loro. Applicando semplici formule di trigonometria, si ottiene la distanza cercata.

Col metodo detto delle “Candele Standard”, si confrontano le luminosità di stelle con analoghe caratteristiche ma situate a distanze diverse, tenendo presente che la luce emessa diminuisce col quadrato della distanza raddoppiando la distanza, la luminosità è quattro volte minore.

Metodo delle Cefeidi”. Anche qui si confronta la luminosità si una stella la cui luminosità varia periodicamente con quelle di particolari stelle dette Variabili Cefeidi. Conoscendo il rapporto variazione di luminosità-periodo di tempo della variazione, si arriva alla determinazione della distanza.

Oltre i 100 milioni di anni luce, si utilizzano le osservazione delle Supernove, stelle morenti che emettono, in pochi giorni, un’enorme quantità di energia, diventando più luminose della galassia che le ospita. In questo caso esiste una relazione tra la quantità di luce emessa dalla Supernova e la sua distanza.

Per distanze ancora maggiori si utilizza la Spettroscopia, ovvero lo studio della luce che ci giunge dalle galassie. Nel 1929 l’astrofisico E.P.Hubble scoprì che le galassie si allontanano le una dalle altre a velocità tanto maggiore quanto più sono lontane (legge di Hubble). In base alla velocità di allontanamento delle galassie, è possibile determinare la loro distanza.

Risulta comunque intuitivo che più lontani sono i corpi celesti, più il margine di precisione sulla misura delle loro distanze si riduce.

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it