Cosa ha sterminato i dinosauri (e non solo)

Sessantasei milioni di anni fa, uno sconvolgimento climatico colossale poneva fine alla vita del 75% delle specie viventi, tra le quali i dinosauri. L’evento però permise l’ascesa dei mammiferi, tra cui l’uomo e segnò il passaggio tra il Cretaceo e il Paleocene (indicato come evento K/Pg). A causare la grande estinzione, è ormai accertato che sia stata la caduta di un enorme asteroide (di 10 Km di diametro), avvenuta appunto 66 milioni di anni fa nei pressi della penisola dello Yucatan, nel golfo del Messico. L’impatto generò un cratere di 200 Km di diametro, oggi parzialmente sepolto, denominato “Cratere Chicxulub” (dal nome del luogo ove si situa). Tuttavia, si pensava che a contribuire al fenomeno dell’estinzione fossero le numerose eruzioni, avvenute in quello stesso periodo, ad opera dei vulcani dei Trappi del Deccan, in India, che riversarono in atmosfera cenere e gas contenenti anidride carbonica (CO2) e biossido di zolfo (SO2).

L’attività vulcanica duro almeno 30.000 anni ed è testimoniata dai numerosi strati di basalto presenti nell’area. Recentissimi studi però hanno smentito il coinvolgimento dei vulcani indiani. In particolare, il team della geologa e geofisica Pincelli-Hull, della Yale University, servendosi di cinque modelli climatici globali, ha rilevato che il 50% dei gas vulcanici era stata emessa da 200.000 a 350.000 anni prima dell’evento K/Pg e non quanto ipotizzato fino ad allora (da 10.000 a 60.000 anni prima). Inoltre, attraverso lo studio dei fossili contenti isotopi di ossigeno e carbonio presenti in carote prelevate nel Nord Atlantico, confrontati con le concentrazioni di quelli presenti in natura, gli scienziati hanno potuto escludere il coinvolgimento dei vulcani.

L’analisi dei fossili rivelò anche l’improvvisa scomparsa del plancton presente negli oceani. “L’attività vulcanica del tardo Cretaceo ha causato un riscaldamento globale graduale di circa due gradi – spiega, Michael Henehan, ex ricercatore a Yale e tra le prime firme della ricerca – ma non un’estinzione di massa. Diverse specie si spostarono verso il Polo nord e sud ma tornarono indietro molto prima dell’impatto con l’asteroide“. Però già nel 1980, il Nobel Luis Valter Alvarez e colleghi, analizzando sedimenti marini risalenti tra i 135 e 30 milioni di anni fa prelevati presso Gubbio, hanno rinvenuto negli strati argillosi spessi 1 cm e datati 66 milioni di anni fa, una concentrazione di IRIDIO 30 volte maggiore del normale. l’iridio è rarissimo sulla Terra perché, con il ferro, è sprofondato nel suo nucleo durante la fase di raffreddamento del nostro pianeta. Al contrario, l’iridio è abbondantissimo in meteoriti e asteroidi. Questi risultati, confrontati con l’evento di Chicxulub, confermano la tesi dell’impatto asteroidale.

Interessante è invece considerare cosa avvenne dopo la grande estinzione del K/Pg. Tyrel Lyson e Ian Millar, del Denner Museum of Nature and Science, operando nel sito Corral in Colorado, conclusero che nei 1.000 anni successivi alla catastrofe, si moltiplicarono le specie vegetali mentre alcuni mammiferi accrebbero le loro dimensioni fino a 100 volte. Visto la nostra presenza sulla Terra, forse possiamo concludere che… ”non tutti gli asteroidi vengono per nuocere”.

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it