Cosmo Sky Med, il satellite che osserva la Terra dallo Spazio

Con un giorno di ritardo sul la tabella di marcia, è partita dalla Guyana francese, con un razzo Soyuz, la doppia missione Cheops e Cosmo Sky Med (CSG-1). Di Cheops, abbiamo già parlato, ora tratteremo di CSG-1, il satellite che osserverà il nostro pianeta da una quota di 620 Km, percorrendo un’orbita di tipo polare.

Primo della seconda generazione di satelliti europei ad essere lanciato, si aggiunge ai cinque di prima generazione già in orbita da un decennio (il 2007 e il 2010). Tra un anno, verrà però raggiunto da un secondo satellite portato in orbita da un razzo italiano, il VEGA C di Avio. CosmoSM, realizzato da Thales Alenia Space (33%) e Telespazio, con la partecipazione di Leonardo (67%) e di altre imprese italiane, possiede nuove tecnologie operative di grandissima precisione, come i moduli ricetrasmittenti con una potenza raddoppiata e una capacità di acquisizione, grazie alla tecnologia RADAR, di 1.800 immagini al giorno. I dati provenienti dai satelliti CosmoSM (Constellation of Satellites For The Mediterranean Basin Observation), giungeranno al centro LEOP del Fucino, gestito da Leonardo e saranno commerciati in tutto il mondo da E-Geos, partecipata telespazio e ASI.

La missione, nasce dalla collaborazione tra il MIUR e il Ministero della Difesa, con la partecipazione dell’Università di Padova e dell’INAF, ed avrà sia scopi civili (80%) che militari (20%). Obiettivo della missione CosmoSM, sarà quello di monitorare la superficie del pianeta (soprattutto Italia ed Europa), gestire emergenze, osservare l’ambiente, controllare il patrimonio artistico e archeologico e le varie infrastrutture e operare per la prevenzione dei disastri naturali e non. Anche la sicurezza nazionale, attraverso l’istituzione da parte del ministro della difesa Lorenzo Guerini dell’Ufficio Generale Spazio, presso lo Stato Maggiore Difesa e la creazione del Comando Spaziale, usufruirà dei dati inviati dai satelliti CosmoSM. Le dettagliate informazioni ricevute saranno indispensabili a coloro che operano in teatri di operazioni militari. Leonardo, a CosmoSm e a Cheops, ha fornito i sensori A-STR per l’orientamento stellare e i pannelli fotovoltaici al Carbonio. Altri due piccoli satelliti sono stati messi in orbita dal razzo Soyuz: EYE-SAT, progettato per studi di astronomia e ANGEL, precursore di una nuova generazione di satelliti francesi, il cui lancio è previsto per il 2022. Angel è dotato di strumenti per la geolocalizzazione, la radiocomunicazione, lo studio dei cambiamenti climatici, le previsioni meteorologiche oceaniche, la protezione di flora e fauna e il monitoraggio delle risorse idriche terrestri. “La nuova generazione dei satelliti Cosmo-SkyMed permette al nostro Paese di confermare un’eccellenza tecnologica Italiana, riconosciuta a livello mondiale. Si tratta di rafforzare la leadership del nostro Paese nel settore dell’osservazione della Terra da satellite e dei suoi servizi ed applicazioni, quale efficace strumento di crescita economica e benessere sociale” ha spiegato il presidente dell’Asi Giorgio Saccoccia. Dopo una settimana di test effettuati in orbita, i satelliti saranno finalmente operativi.

Miro Bertinotti

foto di George Kristiansen

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it