Da San Nicola a Santa Claus. Le curiosità attorno a Babbo Natale

Con la laicizzazione della festa del Natale e la conseguente eliminazione forzata dei simboli religiosi, il personaggio “laico” più nominato in questo periodo è …Babbo Natale. Barba bianca, vestito rosso, accompagnato da renne ed elfi distribuisce polvere di stelle e regali, passa per il camino ed atterra sui panettoni, a volte è un po’ sbadato, altre messo in coppia con la befana e le sue parole più note sono oh oh ooooh!

La storia di questa settimana parte da questo personaggio classico, ma di recente “invenzione” e ci porta in terre lontane, non il Polo Nord, ma in Turchia dove nel terzo secolo a Patara, nacque colui che il 6 dicembre è venerato col nome di San Nicola.

Consacrato a Cristo, fu presto nominato vescovo di Myra, per la sua bontà e la cura dei poveri; già in vita era considerato Santo. Fu reso famoso da un episodio che lo vide protagonista prima di diventare vescovo: s’imbatté in una famiglia nobile e ricca caduta in miseria. Il padre, che si vergognava dello stato di povertà in cui versava, decise di avviare le figlie alla prostituzione. Nicola, nascondendosi, lasciò scivolare dalla finestra dell’abitazione dell’uomo tre palle d’oro, che ricorrono nell’iconografia classica con cui viene rappresentato, grazie alle quali l’uomo poté far sposare le figlie e risparmiare loro l’onta della prostituzione. Altre leggende narrano di monete d’oro offerte a bambini indigenti. Insomma un uomo che aveva fatto della carità la sua principale virtù. Forse fu imprigionato durante la persecuzione di Dio leviamo e rimase prigioniero fino alla promulgazione dell’Editto di Costantino. Morì a Myra il 6 dicembre 343.

Il fatto curioso che lo rende patrono di Bari è che, nel 1087, una spedizione navale andò a Myra che era diventata musulmana e ne trafugò le reliquie portandole nella città di Bari dove in seguito venne costruita la splendida cattedrale, in cui ancora si trovano. In verità anche Venezia conserva dei frammenti di ossa che i baresi non sono riusciti a recuperare e l’esame del dna ha stabilito che si tratta del medesimo personaggio. Da allora il Santo è venerato sia dai cattolici che dagli ortodossi e in cattedrale si celebrano di ambedue le confessioni. Nella cripta dove ci sono le reliquie si trova una colonna quas i attaccata al muro. Le ragazze in cerca di marito invocano San Nicola e se passano tra la colonna e il muro, troveranno sicuramente marito.

Ma torniamo a Babbo Natale. Il culto di San Nicola si diffuse in Italia e in Europa e divenne il Santo porta doni ai bambini, rappresentato vestito da Vescovo, con il Pastorale e le tre palle o sacchetti d’oro. San Nicola divenne Skanta Claus nei paesi anglosassoni e San Nikolaus in Germania. All’inizio del 1800 San Nicolaus (da cui Santa Claus) grazie a una poesia di Clement Clarke Moore diventò il Babbo Natale che tutti conosciamo. E una delle sue rappresentazioni più famose è quella legata alla pubblicità della Coca Cola dove appare rubicondo, di rosso vestito e con la barba bianca, che viaggia nel cielo su una slitta trainata dalle renne. La pubblicità della multinazionale americana debuttò nel 1931 e nacque dalla penna dell’illustratore Haddon Sundblom, che mise insieme i ricordi di San Nicola e il personaggio dello “spirito del Natale presente”, descritto da Charles Dickens nel racconto Canto di Natale. A portare il culto del Santo a Nieuw Amsterdam (New York) in America furono gli olandesi.

Terminata la storia mi viene da porre una domanda: abbiamo scristianizzato il Natale totalmente, oppure all’origine della festa troviamo comunque l’idea del dono che Dio ha fatto all’umanità in Cristo e che non possiamo fare a meno di incontrare nel profondo delle cose?

Dimenticavo: San Nicola è patrono dei bambini, dei ragazzi e delle ragazze, dei naviganti, degli scolari, dei mercanti e dei farmacisti….e se andate a Bari passate poi nel centro storico dove si incontrano le donne che vendono le orecchiette appena fatte da loro!

Giovanna Turco

Giovanna Turco

Articolista & curatrice della rubrica Karamella Folk di Karamellenews.it