Dall’inferno al paradiso. La storia del cane galgo spagnolo Carlos

Carlos è uno splendido galgo spagnolo arrivato in Italia grazie al grande cuore di Paola Conte e di tutti i volontari che si occupano di dare una nuova opportunità a questi cani speciali.

I galgos sono levrieri nativi della Spagna. Galgo deriva dal latino canis gallicus, cane della Gallia, ma nel linguaggio moderno significa semplicemente levriero. In Spagna purtroppo questi cani nascono con un triste destino. Fin dalla nascita sono costretti dai galgueros a dormire in buche mangiando semplicemente pane e acqua. Addestrati a correre fino allo strenuo delle loro forze perché considerati animali da reddito e non da affezione. L’allevamento dei galgos non è soggetto a nessun controllo da parte delle autorità. E le femmine sono costrette a continue cucciolate a tal punto che alcuni esemplari non riescono neanche più a camminare. Una volta finita la loro carriera di corridori vengono eliminati con metodi atroci dai loro sfruttatori. In alcuni casi i più fortunati vengono portati nelle perreras, i canili spagnoli, dove viene data loro una possibilità di una vita migliore ma anche una permanenza di un massimo di 20 giorni poi vengono soppressi.

I galgos sono sensibili e  amano in modo smisurato i loro proprietari. Sono snelli e molto leggeri, con quella fierezza che rispecchia il loro aspetto fisico. Sono cani che si adattano ad ogni situazione vivono bene anche in appartamento, ma necessitano di corse e sfoghi all’aperto. Adorano correre. Hanno una buona salute e straordinarie capacità di recupero.

Carlos, come gli altri galgos, è stato sfruttato e maltrattato, fino a che nella sua vita non è arrivata Paola. Grazie all’associazione onlus Galgo libre ed a una persona speciale come Luca Ugo Casati, presidente dell’associazione, e a sua moglie Chiara Ferrero che da tempo si preoccupano personalmente di questi adorabili cani, Paola è venuta a conoscenza della storia dei galgo. “Non abbiamo scelto Carlos – dice Paola – ma era destino che fosse proprio lui il nostro cane. Era in un rifugio da 7 mesi, e ci hanno detto chiaramente che non ce la faceva più a stare in gabbia. Aveva assolutamente bisogno di una famiglia. Ed  è così che, insieme a mio marito e a mio figlio, abbiamo subito capito che avrebbe fatto parte della nostra famiglia”. Carlos è chiaro, leggermente tigrato e con il pelo ruvido – abbastanza raro vederli così – e anche se Paola pensava di adottare un galgo nero ha deciso “per salvare un’anima non importa l’involucro”.

I cani arrivano seguendo le  leggi europee per il trasporto e il benessere del cane, tramite il sistema detto Trace.

Particolarmente toccante è il racconto dell’arrivo di Carlos in Italia. “Era novembre, – mi racconta Paola- un sabato piovoso e umido, abbiamo fatto una passeggiata nel parco dove sarebbero arrivati i ‘nasoni’. Il Presidente dell’associazione Galgo Libre, sempre presente a tutti gli arrivi, ci ha dato le ultime importanti istruzioni pratiche su come gestire il cane e sui comportamenti da tenere per la sua sicurezza e per aiutarlo ad inserirsi in famiglia. Era come se dovesse arrivare un figlio, finalmente vediamo i fari del furgone. Sono arrivati, Carlos è il terzo a scendere, un tuffo al cuore, è amore a prima vista. Non sa salire in macchina, lo prendiamo in braccio e poi finalmente a casa, Carlos si sdraia e crolla. Ti ameremo sempre, dormi tranquillo”.

Cosa ci resta da dire: adottiamo un Galgo.

Giorno verrà in cui gli uomini conosceranno l’intimo animo delle bestie, quel giorno, un delitto contro un animale sarà considerato un delitto contro l’umanità. (Leonardo da Vinci)

Barbara Rossotto

Barbara Rossotto

Articolista e curatrice della rubrica "Animali d'Amare" di Karamellenews.it