Dopo Ariccia la parola d’ordine è rinnovamento

C’è un tema sottotraccia che sta diventando il filo conduttore della presidenza di Giuseppe Dessì: il processo di rinnovamento dell’Anspi. Descriverlo non è semplice perché non si tratta di archiviare il passato bensì dargli nuova forma. In sostanza gli elementi che nel 1963 ispirarono il fondatore, monsignor Battista Belloli, quale validità possiedono ancora e come si possono declinare nella contemporaneità? L’assemblea nazionale che il 10-11 maggio ha radunato ad Ariccia un centinaio di delegati ha preso atto d’un percorso ormai irreversibile: le strutture su cui si reggeva l’associazione sono logore e vanno aggiornate.

Cambiare paradigma. Nella sua relazione annuale Dessì ha tracciato un quadro che offre già parecchi spunti ma il 2018 è stato solo l’inizio. L’aver rinunciato alla Festa di primavera, manifestazione fiaccata da scarsa partecipazione e difficoltà organizzative, ha aperto alla possibilità di anticipare la presentazione del sussidio estivo, come auspicato dagli zonali, creando un evento più in linea con le prerogative dell’Anspi. Sulla scia del successo ottenuto il 24 marzo a Cinecittà world, quando un migliaio di animatori hanno partecipato al lancio dell’Isola che c’è, in chiusura di assemblea il presidente dello zonale di Roma, padre Giuseppe Tarì, per sommi capi ha esposto la proposta che Zoomarine, parco divertimenti e didattico di Torvajanica (Pomezia), ha rivolto all’associazione per ospitare la presentazione 2020. Un tassello che dice di come le cose si stiano muovendo secondo una logica nuova: le occasioni si creano se agisci nel profondo, senza paura di archiviare ciò che non funziona e nel contempo dando voce alle richieste della base. «Sto conoscendo tante realtà d’Italia – spiega Dessì – entrando in contatto con esperienze e modalità diverse ma tutte caratterizzate dall’esigenza di affrontare il cambio di paradigma che sta venendo avanti con le nuove generazioni. Come rispondiamo alle problematiche poste da questi ragazzi se non ne percepiamo le inquietudini e non ascoltiamo le loro domande? Abbiamo un grande lavoro da fare e per cui serve un’associazione capace d’intercettare le emergenze ed elaborarle in un insieme organico».

Verso Bellaria. La ricaduta pratica si rinviene nella progettazione. Dopo Terzo sapere, partito a luglio dello scorso anno, c’è stata la partecipazione a un nuovo bando con Gioco libera tutti che, come ha spiegato il delegato di settore, don Riccardo Pascolini, ha ottenuto il finanziamento del ministero del Lavoro e delle politiche sociali piazzandosi al quarto posto nella graduatoria nazionale. Un riconoscimento non solo alla bontà del progetto, ma pure alle capacità d’una struttura che con l’équipe dei formatori condivide la sensibilità verso i temi tipici dell’adolescenza e della gioventù. Lo ha fatto notare Mauro Bignami, responsabile nazionale della formazione, spiegando che la costante presenza di argomenti come bullismo e cyberbullismo deriva da una pervasività delle problematiche che induce gli oratori a richiedere strumenti per affrontarle. Ma lo sguardo è rivolto pure allo sviluppo delle capacità dei ragazzi grazie al kit Third millennium youth skills, un itinerario educativo che permette di confrontarsi col mondo del lavoro sperimentando le proprie attitudini a fare impresa. «Si tratta di iniziative – ha chiosato Dessì durante la relazione – che stanno ottenendo un successo straordinario, sia di partecipazione che di ritorno d’immagine».

Altro capitolo è quello della Festa d’estate che il delegato al tempo libero, don Marco Fagotti, definisce come «il momento in cui si esprime tutta la gioia dello sport».

Quest’anno si svolgerà fra il 31 agosto e l’8 settembre, come sempre a Bellaria Igea Marina (Rimini). La novità della 39ª edizione sarà l’inversione delle fasi: si comincerà coi giovani e le famiglie mentre saranno gli adulti a chiudere la rassegna. Al centro dell’evento un momento di confronto su temi quali il rispetto degli avversari, il ruolo delle donne, la lotta al doping. Nella serata del 2 settembre se ne parlerà con l’arbitro internazionale Gianluca Rocchi, col preparatore atletico delle nazionali giovanili di calcio Vincenzo Pincolini, con l’ex centrocampista della nazionale femminile, ora commentatrice di Sky sport, Katia Serra, e col direttore di Avvenire Marco Tarquinio. «La rassegna di Bellaria – conclude Dessì – rimane il momento più importante della vita associativa. La stiamo valorizzando perché, oltre a facilitare la logistica, ci permette la massima visibilità anche coi nostri tesserati».

Un’idea, quella di trasformare la Festa d’estate in un hub dove fare anche formazione e progettazione, che ad Ariccia non ha raccolto unanime consenso ma la cui formula tuttavia ha già dimostrato di funzionare.

Stefano Di Battista