Dragon Trainer – il mondo nascosto: la recensione del film

Un avventuroso terzo capitolo, oseremmo dire il più appassionante, di una saga divenuta, nel tempo, seguitissima.
Di certo la figura leggendaria del drago, da sempre fonte di incontenibile stupore nell’immaginario fanciullesco, costituisce l’elemento cardine del riconfermato successo, unitamente alla ricercata quanto spensierata proposta di riflessione su basilari valori individuali e sociali.

Un film avvincente, nella spettacolarità dei volteggi e dei colori. Un film in cui, infatti, si vola: i protagonisti piroettano fisicamente cavalcando draghi, ma anche lo spettatore si libra nel cielo, attraverso l’immaginazione e la manifestazione di un’emozione ingenua e spontanea.

Nella fantasiosa cittadina di Berk, dove si è ormai raggiunta una pacifica convivenza fra gli oriundi vichinghi ed i mansueti draghi da loro addomesticati, occorre riprendere a combattere. Questa volta contro la vanagloria del cattivo di turno, il cacciatore Grimmel, intenzionato ad eliminare ingiustificatamente ogni specie delle maestose creature.

L’amicizia fra il simpaticissimo Sdentato ed il giovane aspirante eroe Hiccup, ora capo del villaggio, è all’apice della sua espressione, così come l’amore materno di Vilka, attento e riguardoso della ricerca da parte del figlio di una completa autonomia e del ruolo di sostanziale riferimento per il proprio popolo, sulle orme del padre. Ci si trova di fronte ad una figura materna che veglia in disparte, pur sostenendo il figlio e spronandolo all’autostima attraverso la conquista della fiducia di Astrid, sua giovane compagna.

E così si medita sul senso della coppia come fonte di equilibrio e supporto reciproco, si ammira l’accettazione serena di una disabilità gestita e condivisa con leggerezza, si apprezza il rispetto di un gruppo compatto e solidale.

Si ride di una piena ilarità, per la danza del corteggiamento di Sdentato (Furia Buia) verso l’esitante Furia Chiara, si sorride affascinati dalla tenerezza e dall’autorevolezza del loro sentimento, si sorride allietati dalle peripezie e dalla scanzonata quotidianità  della gente di Berk.

La meraviglia alla vista dell’immenso e brillante mondo nascosto e la commozione per il sofferto, ma necessario allontanamento dei draghi completano l’alternarsi di sentimenti che accompagna l’intero sviluppo della pellicola.

Un vero inno all’amicizia ed all’amore, come dono di sé, ma, soprattutto, come dono di vera libertà. Un prezioso inno al perpetuarsi della vita.

La vibrante colonna sonora di John Powell conferisce un’inconfondibile e profonda impronta a questo episodio conclusivo del quale merita soffermarsi anche sui titoli di coda, emozionante compendio dell’intera trilogia.

Lucia Terramoccia

Lucia Terramoccia

Articolista & curatrice delle rubriche: "Karamelle al Cinema" e "E...state in Buona Lettura" di Karamellenews.it