Ecco la Festa del Perdono

La festa di questa settimana si distacca dalle note di folclore che accompagna le feste o le memorie dei Santi. Sono da poco rientrata da Assisi, la città di San Francesco, luogo di spiritualità e preghiera. Quest’anno sono arrivata che non faceva ancora troppo caldo e così ho potuto girare un po’ per la città e godermi la “presenza” di Frate Francesco in ogni via. Il grosso del turismo arriverà con agosto, quando masse di vacanzieri invaderanno ogni via, percorrendole velocemente, perché tanti sono i luoghi da visitare e poco il tempo. La Basilica, e in particolare la cripta con il Santo, perderanno quell’atmosfera mistica, perché nonostante gli sforzi dei guardiani e dei fati, siamo tutti un po’ incivili, incapaci di tacere là dov’è necessario e spegnere i cellulari. Ma a luglio no; a luglio si può ancora rimanere a pregare davanti alla tomba e non sentire altro che i passi dei pellegrini e sussurrare qualche preghiera.

Nei giorni del 1 e 2 Agosto si celebra la festa del Perdono di Assisi, o festa della Porziuncola, nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli, ai piedi della collina che accoglie Assisi. È una festa di grazie e perdono che concede l’indulgenza plenaria a chi si accosta al Sacramento della Riconciliazione, all’Eucaristia e visita una Chiesa Francescana o Parrocchiale.

Come nacque questa festa? Leggiamo le fonti francescane:

Una notte dell’anno del Signore 1216, Francesco era immerso nella preghiera e nella contemplazione nella chiesetta della Porziuncola presso Assisi, quando improvvisamente dilagò nella chiesina una vivissima luce e Francesco vide sopra l’altare il Cristo e alla sua destra la sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di Angeli. Francesco adorò in silenzio con la faccia a terra il suo Signore!

Gli chiesero allora che cosa desiderasse per la salvezza delle anime. La risposta di Francesco fu immediata: “Santissimo Padre, benché io sia misero peccatore, ti prego che a tutti quanti, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, gli conceda ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe“.

Quello che tu chiedi, o Frate Francesco, è grande gli disse il Signore, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio Vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza“. E Francesco si presentò subito dal Pontefice Onorio III che in quei giorni si trovava a Perugia e con candore gli raccontò la visione avuta. Il Papa lo ascoltò con attenzione e dopo qualche difficoltà dette la sua approvazione. Poi disse: “Per quanti anni vuoi questa indulgenza?“. Francesco scattando rispose: “Padre Santo, non domando anni ma anime“. E felice si avviò verso la porta, ma il Pontefice lo richiamò: “Come, non vuoi nessun documento?“. E Francesco: “Santo Padre, a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l’opera sua; io non ho bisogno di alcun documento, questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e gli Angeli i testimoni“.

E qualche giorno più tardi insieme ai Vescovi dell’Umbria, al popolo convenuto alla Porziuncola, disse tra le lacrime: “Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso!“.

Giovanna Turco

Giovanna Turco

Articolista & curatrice della rubrica Karamella Folk di Karamellenews.it