“Ella & John”: la recensione di Karamellenews

2016 – Un camper degli anni Settanta per intraprendere un viaggio alla ricerca di un tempo perduto, ormai quasi del tutto cancellato nella memoria capricciosa di John, ma ostinatamente inseguito da Ella, decisa ancora a ricordare per entrambi, soprattutto nella sfuggevolezza del presente e nella cosciente assenza di un futuro.

Per l’intera durata del film, sul volto resta impresso un sorriso che si trasforma altalenante da malinconico a divertito: è così che anche lo spettatore prende parte su questo Leisure Seeker, ad un percorso al contrario, comico per quanto realistico nella sua improbabilità e incantevole per quanto raro è il sentimento che racconta.

Ella è giovanile, determinata, paziente, ansiosa di rivelare un ritaglio della sua e della loro storia ad ogni fugace nuovo incontro durante il tragitto, forse un pretesto per esprimere la profonda e disperata necessità di condividerla di nuovo almeno una volta con il suo compagno di sempre.

Un viaggio avventuroso, da lei meditato e programmato. Dal Massachusset alla Florida, superando ogni paura per arrivare alla casa ora museo di Hemingway, idolo dell’ex professore John e frammento del suo debole ancoraggio alla realtà; una destinazione che si rivelerà deludente, ben lontana dal fascino della poesia, ma determinante nella riscoperta di un’autonomia risoluta e risolutiva ispirata dall’unica ragione di vita che i due protagonisti rappresentano l’una per l’altro.

Una pellicola intensa, come l’amore fra Ella e John: intimo, tenero, eterno. Un amore solido, che se di rado mortifica, subito riconquista; un legame maturo: silenzioso, ironico, talvolta spassoso. Ma che conserva in sé l’impulsività, la gelosia, i vezzeggiativi, l’entusiasmo dell’innamoramento adolescenziale. Come lo stupore di John davanti al lusso per loro non abituale di una camera di hotel in cui muove con Ella passi di danza sulle vivaci note di “Don’t leave me this way”.

La subdola malattia li insegue, tuttavia, con prepotenza e l’assunzione inevitabile dei farmaci, sottolineata attraverso l’utilizzo efficace dei primi piani, scandisce gli attimi di una sofferenza solo celata dalla corsa verso la libertà di una scelta incondizionata.

In questo amore generoso, che non chiede nulla in cambio, nemmeno di essere riconosciuto e chiamato con il giusto nome, che condivide a prescindere e che perdona consapevole, due vite sono diventate una sola.

Un’unione fisica ormai stanca, delicata donazione di sé. Una lettera ai figli amorevoli e comprensivi, così come amati e compresi. E l’unico lieto fine possibile.

Helen Mirren e Donald Sutherland interpreti straordinari. Deliziosa colonna sonora. I molteplici paesaggi della grande America. La direzione di Paolo Virzì ritmata e perfettamente equilibrata.

 

Lucia Terramoccia

Lucia Terramoccia

Articolista & curatrice delle rubriche: "Karamelle al Cinema" e "E...state in Buona Lettura" di Karamellenews.it