Euclid: luce sull’Universo oscuro

E’ stata recentemente presentata a Torino una nuova sonda spaziale in via di realizzazione. Euclid, questo il nome dello strumento dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), avrà un compito impegnativo ma molto affascinante: svelarci alcuni tra i misteri del profondo cosmo. Giunto nel centro Thales Alenia Space del capoluogo piemontese da Cannes (Francia), Euclid si trova ora nella “Clean Room” dove si prepara ad essere assemblata.

La missione, frutto di una Joint Venture tra la francese Thales e l’italiana Leonardo, vede la presenza di moltissima tecnologia realizzata nel nostro paese. Il consorzio interessato alla missione Euclid è composto da 14 nazioni europee tra le quali Francia, Germania, Gran Bretagna, Svizzera e l’Italia col coinvolgimento di Inaf, Infn e OHB. In Italia è stata prodotta sia la strumentazione di bordo che il sensore per l’allineamento stellare utile per “guidare” la sonda verso la sua destinazione. Il centro Thales spagnolo si è occupato invece dei sistemi di telecomunicazione. Il progetto vede inoltre coinvolta anche la Nasa e diversi istituti statunitensi.  “È una missione fortemente italiana, sia dal lato tecnologico, sia scientifico”, ha spiegato Paolo Musi, il project manager di Euclid per Thales Alenia Space. “Il lancio avverrà nel 2022 e stiamo già preparando il modello di volo che verrà successivamente sottoposto a tutti i test riguardanti il lancio e la operatività in orbita”.

Euclid è composto essenzialmente da due moduli: il primo rappresentato da uno speciale telescopio, realizzato da Aerbus a Tolosa (che opererà a temperature tra i -170 e i -200 °C) e da un modulo di servizio prodotto a Torino. Le parti saranno integrate nel 2021.

Il lancio dell’innovativa sonda avverrà con un razzo Sojuz o, forse, col nuovo vettore europeo Ariane 6, dalla base di Kourou (Guaiana francese) che la porterà a 1.5 milioni di Km dalla Terra, fino al punto lagrangiano Terra-Sole L1. Da li, Euclid osserverà per almeno 6 anni l’universo non visibile cercando di rispondere alle fondamentali domande riguardanti la distribuzione della materia e dell’energia oscure. Tutto quello che noi percepiamo dell’universo rappresenta soltanto il 4,9% del suo contenuto (materia ordinaria come protoni, neutroni, etc). Del restante 95%, non conosciamo la natura.

Le osservazioni sugli ammassi di galassie ci dicono che nel cosmo dovrebbe essere presente almeno un 26,8% di materia sconosciuta (detta appunto materia oscura) mentre il 68,3 %, responsabile dell’accelerata espansione dell’universo, sarebbe rappresentato da una Energia Oscura. Euclid osserverà sia nel visibile che nell’ infrarosso studiando la struttura del cosmo a larga scala fino a 10 miliardi di anni luce, cercando di rivelare come sia nato l’universo. Lo farà producendo una mappa in 3D del 35% del cielo osservando fino a due miliardi di galassie. I dati che produrrà raggiungeranno i 25 petabyte (1 petabyte equivale a 1 milione di gigabyte, valore finora  mai raggiunto da alcuna missione scientifica), attraverso centinaia di migliaia di immagini. Avremo, grazie a Euclid, molte risposte alle tante domande che assillano astrofisici e cosmologi.

Miro Bertinotti

foto: European Space Agency

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it