Forse 6 miliardi di Terre

Nella nostra Galassia esisterebbero circa 6 miliardi di pianeti simili alla Terra.

E’ una bella notizia quella pubblicata dal The Astronomical Journal a maggio di quest’anno col titolo “Searching the Entirety of Kepler Data”. Uno di quegli annunci che, anche in un momento nel quale la nostra attenzione è rivolta alla preoccupante situazione sanitaria mondiale, ci fa parecchio riflettere riguardo all’esistenza di altre civiltà nello sconfinato universo. Secondo uno studio effettuato dalla British Columbia University condotto da Michelle Kunimoto e Jaymiem Matthews, nella nostra Galassia esisterebbero circa 6 miliardi di pianeti simili alla Terra. In pratica, nella Via Lattea ci sarebbe un pianeta roccioso, nella fascia di abitabilità ogni 5 stelle come il nostro Sole (nane gialle, classe G). “Studiando i dati raccolti dalla missione Keplero abbiamo analizzato le informazioni relative a circa 200mila stelle, scoprendo 17 nuovi esopianeti e confermando l’esistenza di molti corpi extrasolari già noti”, rivela M. Kunimoto.

In pratica è stato riesaminato il catalogo del telescopio spaziale Kepler, dedicato all’astronomo tedesco del diciasettesimo secolo Johannes Kepler (l’autore delle tre leggi che descrivono le orbite planetarie), migliorandone le stime. Ora si sa che anziché lo 0,02%, gli astri tipo G rappresentano il 7% delle circa 400 miliardi di stelle presenti nella Via Lattea. Attorno a queste stelle orbitano circa 6 miliardi di pianeti simili al nostro. Lo studio ha visto l’impiego della innovativa tecnica detta “Forward Modelling che ha permesso di superare in parte la difficoltà di individuare piccoli pianeti come la Terra che orbitano molto vicini alla loro stella. Gli astronomi hanno inoltre notato come pianeti con orbite della durata minore di 100 giorni raramente posseggono raggi tra 1.5 e 2 raggi terrestri.

Ho iniziato simulando l’intera popolazione di esopianeti attorno alle stelle ricercate da Kepler“, ha dichiarato Kunimoto. “Ho poi contrassegnato ogni pianeta come “rilevato” o “mancato”, a seconda della probabilità che il mio algoritmo di ricerca avrebbe trovato pianeti. Quindi, ho confrontato i pianeti rilevati con il mio catalogo. Se la simulazione ha prodotto una stretta corrispondenza, allora la popolazione iniziale era probabilmente una buona rappresentazione della popolazione effettiva di pianeti in orbita attorno a quelle stelle“. Lo studio sarà utile per comprendere formazione ed evoluzione degli esopianeti ma soprattutto per migliorare i metodi per la loro ricerca utilizzati in futuro.

Il telescopio spaziale della NASA Kepler, appartenete al programma Discovery per la ricerca di esopianeti simili alla Terra, venne lanciato nel marzo 2009. Tra le numerosissime scoperte, K452 b, un esopianeta di 1.6 raggi terrestri, distante 1400 anni luce dal Sole e orbitante attorno ad una stella tipo G in 385 giorni. K452 b, individuato nel 2015, resta il pianeta più simile alla Terra scoperto finora. Kepler ha cessato l’attività nel 2018 dopo aver prodotto un’enorme mole di dati sui pianeti extrasolari.

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it