Gaia e Tess, le due sonde spaziali che ci sveleranno i misteri dell’universo

Gaia e Tess. Il 18 aprile, da Cape Canaveral, con un vettore privato Falcon 9 della Space X di Elon Musk, è stata posta in orbita, a 8000 Km dalla Terra, la sonda della NASA Tess (Transiting Exoplanet Survey Satellite). Il vettore, dopo aver compiuto la sua missione, è atterrato su una nave drone nell’oceano Atlantico. La durata della missione, costata 377 milioni di dollari, è stimata in 2 anni. Successore del telescopio spaziale Kepler, che finora ha” stanato” più di 3.660 pianeti extrasolari osservando solo una piccolissima porzione di cielo, Tess andrà a monitorare tutta la volta celeste. Essa osserverà più di 200 mila stelle attorno alle quali potrebbe scoprire almeno 20 mila nuovi esopianeti di cui almeno 500 di dimensioni simili alla Terra. Dovremo però attendere fino a fine giugno per vedere Tess che cercherà gli esopianeti col metodo dei transiti, cioè rilevando deboli diminuzioni di luce provenienti dalla stella quando un pianeta le passa davanti.

In orbita a 1.5 milioni di Km dalla Terra, orbita la sonda europea Gaia. Lanciata nel 2013 con una durata di esercizio di 5 anni, resterà attiva almeno fino al 2020. Gaia ci ha svelato i segreti di più di 2 miliardi di stelle della Via Lattea. Il secondo catalogo delle immagini di Gaia è stato presentato ad aprile a Berlino. La sonda europea ci ha rivelato la posizione di 1.7 miliardi di stelle, la distanza, colore e velocità di 1.3 miliardi di esse. Di 7 milioni di astri Gaia ci ha fornito la velocità mentre di 161 milioni, il valore della temperatura; ancora, di 76 milioni di stelle ha calcolato raggio e velocità, classificando anche 550.000 stelle variabili, oltre a scoprire 14.099 asteroidi. Spingendosi fino ai confini dell’universo, Gaia ha catturato la luce di 0.5 milioni di Quasar (lontane galassie che ospitano al loro centro un gigantesco buco nero). Infine, Gaia si sta occupando del mistero della materia oscura, che si rivela solo con la sua interazione gravitazionale restando invisibile.

Tutto ciò che vediamo dell’universo è un misero per il 4% di ciò che lo forma. Il 21% è formato da materia oscura mentre il restante 75% dall’Energia oscura. Gaia ha finora raccolta una mole di dati tale da riempire 300 mila DVD. E in futuro?

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it