Giovanna Vitali: una vita per l’accoglienza della vita

Belgioioso (PV). Dal 1979 Giovanna Vitali coordina e dirige l’attività della Casa di Accoglienza alla Vita Cerabolini di Belgioioso, un insieme di strutture socio-assistenziali destinate all’accoglienza di gestanti e ragazze madri, mamme con bambini in situazione di disagio, minori che vivono situazioni di difficoltà per cui necessitano, anche solo per alcuni momenti della giornata, di un sostegno educativo. In sostanza la Casa di Accoglienza assiste mamme e minori offrendo loro sicurezza, stabilità, protezione, affetti e sostegno educativo in un momento difficile della loro vita, aiutandoli a superare le difficoltà e promuovendo la crescita e la maturazione della persona.

Com’è nata questa realtà? “Tutto grazie a Don Leo Cerabolini (1926-2004). – spiega Giovanna Vitali in esclusiva a Karamellenews – Nella seconda metà degli anni ’70, mentre era parroco di Belgioioso, alcune ragazze si rivolsero a lui per essere aiutate a portare avanti una gravidanza che la loro famiglia non intendeva accettare. Sapendo di poter contare sulla disponibilità di persone con un cuore, Don Leo chiese al Vescovo di Pavia Monsignor Angioni di poter utilizzare la villa lasciata in eredità alla diocesi dal Dottor Vigo, farmacista di Belgioioso.  Dopo poco arrivò la prima mamma malata con un bimbo appena nato. E così iniziò l’avventura”.

Da quel lontano 12 maggio 1979 sono trascorsi quasi 40 anni, durante i quali la Casa ha conosciuto un grandissimo sviluppo, crescendo e maturando nello spirito, nelle persone e nelle strutture: l’entusiasmo iniziale di quei volontari che hanno coraggiosamente dato avvio all’opera si è accresciuto ed ha contagiato un numero sempre crescente di persone; alla buona volontà e totale disponibilità dei primi volontari si è aggiunta la professionalità; alla villa del Dottor Vigo – allora fin troppo grande per accogliere un piccolo gruppo di ragazze – si sono aggiunte molte altre case, tutte realizzate per accogliere nel miglior modo possibile sia gestanti e mamme con bambini sia bambini soli. La Casa di Accoglienza ha acquisito e consolidato la propria identità giuridica fino a divenire un’Organizzazione non Lucrativa di Utilità Sociale su tutto il territorio italiano.

“La Fondazione Casa di Accoglienza – conclude la direttrice – si pone l’obiettivo di contribuire alla diffusione di una cultura della vita ed è impegnata nella promozione e difesa del valore della vita umana attraverso l’organizzazione di manifestazioni, dibattiti e iniziative a vari livelli”. I numeri parlano chiaro: nei suoi primi trentotto anni (al 21 settembre 2017) la Casa di Accoglienza ha offerto ospitalità e sostegno a 801 donne e 1229 bambini.  Tra ospiti e volontari, un vero ‘popolo per la vita‘.

Alessandra Camia

Alessandra Camia

Articolista & Responsabile amministrativo di Karamellenews.it