Gli Incredibili 2: la recensione del film

Un lungometraggio divertentissimo, dinamico ed articolato. Assolutamente all’altezza delle ottimistiche previsioni. Una combinazione ben dosata di azione e buon umore creata attraverso scene vorticose di scontri urbani fra i nostri supereroi ed il criminale di turno e ambientazioni domestiche di condivisa  quotidianità.

Una famiglia incredibile, in cui ognuno è tale in quanto dotato di superpoteri, ma soprattutto in quanto fulcro di un’unione stoica, in un ingranaggio perfetto nella sua complessità, nonostante possibili incomprensioni, imprevisti ed ostacoli.

Una famiglia, perciò, assolutamente credibile, fra battibecchi, preoccupazioni, ironia e tentativi talora maldestri  di trovare le migliori soluzioni. Così, nella fotografia di dinamiche sperimentate sia da figli sia da genitori, ci si identifica nell’uno o nell’altro personaggio, riconoscendosi comunemente eroi anche solo per la predisposizione positiva ad affrontare le costanti, significative sfide di ogni giorno.

Un compito tutt’altro che facile per il neo casalingo Bob (Mr. Incredibile) che si trova alle prese con crisi adolescenziali, frustrazioni scolastiche ed inimmaginabili trasformazioni del piccolo Jack Jack.
Mentre, con altrettanto spirito di sacrificio, Helen (Elastigirl) intraprende una nuova avventura con la volontà di restituire a tutti i supereroi il diritto di azione nella piena legalità.

Suoi sostenitori saranno Winston ed Evelyn Deavor, giovani milionari che, scioccati dalla perdita di padre e madre per mano di spietati malviventi, forniranno all’eroina sofisticatissimi strumenti  per raggiungere il proprio scopo.

Tuttavia l’impresa sarà resa ardua dalla comparsa di un nuovo avversario: l’Ipnotizzaschermi, artefice di azioni dettate dalla convinzione che volersi affidare all’aiuto dei supereroi non sia necessariamente un bene, bensì un indice di dipendenza e debolezza.

Fra questi due approcci divergenti, la storia si sviluppa regalandoci suspense e sorpresa, sempre con diffusa allegria. Jack Jack assume un ruolo di rilievo, intrattenendoci con maniere ed espressioni simpaticissime. Decisamente comica la lotta fra lui ed un ignaro procione.

Ancora una volta esilarante il personaggio della stravagante Edna Mode – con l’indovinato doppiaggio di Amanda Lear – che scopriamo paziente nella sua proverbiale rigorosità.
Immancabile anche la presenza di Lucius (Siberius), elemento di una storica amicizia.

Inoltre, coinvolti nella vicenda, troviamo altri sconosciuti supereroi, farsescamente improbabili nell’approccio e nell’aspetto.
Sarà l’intervento protettivo e altruistico di  Violetta e Flash, gli incredibili figli maggiori di Helen e Bob, a risolvere le intricate circostanze.

Ma la lotta più impegnativa rimane, nel finale, quella contro i pericoli che cercano di scardinare i normali e delicati equilibri familiari; mentre la vittoria più gratificante si concretizza nella capacità di conciliare affetti e doveri sociali, mantenendo un’unione eccezionale nella sua semplicità.

Regia e sceneggiatura di Brad Bird. In lingua originale voce di Edna Mode.

Fra gli altri doppiatori italiani citiamo Orso Maria Guerrini, Isabella Rossellini, Tiberio Timperi, Ambra Angiolini.

 

Lucia Terramoccia

 

Lucia Terramoccia

Articolista & curatrice delle rubriche: "Karamelle al Cinema" e "E...state in Buona Lettura di Karamellenews.it