I dadi tra i giochi antichi al tempo del Covid

Le ricerche archeologiche ci portano nel 2400 a.c., al Cimitero reale di Ur in Mesopotamia, l’attuale Irak, città da cui è partito Abramo alla ricerca della terra promessa.

In questi giorni di obbligato confino nelle nostre case, per i più fortunati con un po’ di giardino, ma per molti altri, in appartamento, anche là dove non ci sono dei bambini, abbiamo dovuto ricorrere a tutta la fantasia per trovare giochi ed attività per tenerci “occupati”. Non solo pasta fatta in casa, pizze e focacce, pulizie radicali, hobby e fai da te.

Tralasciando tutti i giochi elettronici di cui tutti ci inebriamo fino ad alienarci, abbiamo riscoperto anche giochi da tavolo, o giochi “antichi” che i nostri figli non avevano ancora praticato. Abbiamo riscoperto, dama, scacchi, giochi con le carte e altri. Sono andata alla ricerca della storia di questi ed altri giochi e ve ne parlerò un po’.

Comincio da quello meno adatto ad essere praticato perché associato quasi sempre al gioco di azzardo, ma che risale a migliaia di anni fa. Si tratta del gioco dei dadi.

E il gioco più antico perché facile da praticare; le ricerche archeologiche ci portano nel 2400 a.c., al Cimitero reale di Ur in Mesopotamia, l’attuale Irak, città da cui è partito Abramo alla ricerca della terra promessa. Avevano la forma di bastoncini e di tetraedo, per quelli cubici dobbiamo andare in Egitto dove sono rappresentati nei geroglifici risalenti al 3100 a.c. Alea iacta est, il dado è tratto, proclamava Giulio Cesare, segno che il gioco dei dadi era ben conosciuto, seppure illegale: anche Augusto lo praticava.

Nel medioevo il gioco dei dadi era condannato dalla Chiesa perché spesso accompagnato dalla blasfemia e perché si guadagnava senza aver faticato, mentre giocolieri, vagabondi, mercanti lo usavano come divertimento. insomma due mondi contrapposti.

Pian piano diminuisce il carattere proibito del gioco e con l’età moderna viene portato dai francesi nel nuovo mondo, dove si diffuse in fretta tra la popolazione.

Sempre nell’età moderna Gerolamo Cardano e Galileo Galilei si cimentarono con l’analisi matematica del gioco e lo sviluppo di probabilità e statistica. Prima di allora non lo aveva fatto nessuno perché si pensava che il gioco dei dadi fosse governato da Dio o divinità soprannaturali.

Oggi il gioco dei dadi è il gioco d’azzardo più comune, nei casinò, nelle bische…

Giovanna Turco

Giovanna Turco

Articolista & curatrice della rubrica Karamella Folk di Karamellenews.it