I gatti di Istanbul. L’amore del popolo turco per i felini

Istanbul. La vecchia Bisanzio o Costantinopoli è diventata, nel corso degli anni, una città a misura di gatto. I gatti  a Istanbul vivono tranquillamente e felicemente per le vie della città dove sono profondamente rispettati e anche un po’ viziati dagli stessi abitanti.

Dal 2004 ad Istanbul è in vigore una legge che si propone di proteggere tutti i gatti randagi. Tuttavia, nel tempo, i fondi per poter applicare questa legge però sono risultati  scarsi ed è per questo che il più delle volte sono gli stessi abitanti a provvedere al benessere dei gatti e anche dei cani.

Si possono scorgere gatti ovunque. Dormicchiano davanti ai negozi dove hanno sempre a loro disposizione ciotole d’acqua e di crocchette, sul Ponte di Galata che collega la parte vecchia di Istanbul con il distretto europeo della città possono mangiare il pesce fresco direttamente dai pescatori, nella cattedrale di Santa Sofia giocherellano fra le navate, e scorrazzano nei giardini del Palazzo di Topkapi che un tempo fu residenza del sultano ottomano e centro amministrativo dell’Impero ottomano dalla seconda metà del XV secolo al 1856. Inoltre esiste un vero e proprio quartiere dei gatti, Nisantasi, nel quale i pelosetti possono trovare cucce e casette in qualsiasi luogo del quartiere e qui ha sede anche un’associazione onlus che gestisce le offerte e si occupa della adozione dei piccoli.

Ma come mai i Turchi amano così profondamente i gatti? Esiste un detto turco che recita :”Se hai ucciso un gatto dovrai costruire una moschea in modo che Dio ti perdoni”, in modo preciso il loro amore per i felini non si sa da dove deriva ma molto probabilmente dal fatto che Maometto era un vero e proprio gattofilo.

Esistono varie leggende sui gatti in particolare si dice che Maometto avesse al suo fianco sempre una gatta che si chiamava Meuzza. Un giorno, poco prima dell’ora della preghiera, la gattina si addormentò sulla veste di Maometto il quale per non svegliarla tagliò un pezzo del suo vestito. Al ritorno dalla preghiera la piccola andò incontro a Maometto facendogli le fuse e lui la accarezzò tre volte sul dorso lascandole le tipiche striatura della colorazione Tabby dei gatti (fondo grigio con strisce nere o marroni), ricevendo inoltre in dono la capacità di atterrare sempre sulle zampe da qualsiasi altezza cadesse, le famose nove vite e un  posticino in Paradiso.

I gatti di Istanbul sono diventati famosi dal 2009 quando durante un visita ufficiale l’ex Presidente degli Stati Uniti Barak Obama si fermò all’interno di Santa Sofia per accarezzare uno dei gatti della Basilica, e le foto di questo gesto hanno fatto il giro del mondo.

Il gatto è un lembo di notte arrotolato sullo spigolo di un tetto. (Antonio Casanova)

Barbara Rossotto

Barbara Rossotto

Articolista e curatrice della rubrica "Animali d'Amare" di Karamellenews.it