I mattoni della vita? Arrivano con le comete

La missione europea Rosetta non finisce mai di stupirci. Lanciata nel 2004, ha atteso in ibernazione ben 10 anni prima di dirigersi verso la Cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko, 3 Km di diametro e studiarla da vicino per due anni (da agosto 2014 a settembre 2016). Nonostante la sonda abbia concluso la sua missione atterrando il 30 settembre 2016 sulla superficie della cometa, gli scienziati non hanno ancora esaurito l’analisi dell’enorme mole di dati che essa ci ha inviato.

Uno studio apparso su Nature Astronomy condotto da un team INAF composto da Andrea Raponi, Fabrizio Capaccioni e Mauro Ciarniello, ha confermato la presenza di composti precursori della vita (Sali di ammonio e particolari idrocarburi) mai rinvenuti prima nei nuclei delle comete. Si pensa che il materiale provenga dalla nube presolare, rimasto inalterato da 4.6 miliardi di anni (l’età del sistema solare) e catturato da comete e asteroidi che poi lo hanno trasportato verso la Terra e, chissà su altri pianeti; per questo motivo si ritiene importantissimo visitare Marte che potrebbe aver ospitato in passato la vita. (Tra l’altro, si è scoperto che la composizione del nucleo della cometa 67/P è molto simile a quello del materiale interstellare).

Per lo studio sono stati utilizzati due strumenti a bordo di Rosetta: Virtis e Rosina. Virtis è uno spettrografo che ha analizzato milioni di spettri nell’infrarosso del materiale della chioma gassosa, prodotta dalla sublimazione di ghiaccio e polvere dovuta all’energia solare, di 67/P rinvenendo composti alifatici organici (presenti sulla Terra in bitumi, grassi, cere e paraffine). I composti alifatici formano lunghe catene di atomi di idrogeno e carbonio. Con Rosina, la scienziata svizzera Katrin Altwegg ha condotto una revisione migliorata di precedenti dati riguardanti il nucleo della Churyumov-Gerasimenko, scoprendo una curiosa scarsità di azoto. I Sali di azoto sono importanti per i processi di formazione di urea e glicina (quest’ultima rinvenuta sulla 67/P) che sono composti indispensabili per la vita. Anche la presenza sulla cometa di monossido di fosforo e nitruro di fosforo ha suscitato interesse. Il fosforo è infatti importante per la formazione delle catene che tengono unite le basi nucleiche del DNA.

La conclusione dello studio è ben presentata nel commento di Eleonora Ammannito, ricercatrice delle Scienze Planetarie dell’Agenzia Spaziale Italiana: “Lo studio appena pubblicato identifica nelle comete un credibile mezzo di trasporto di materiale organico all’interno del Sistema Solare. Sempre di più, quindi, si evidenzia l’importanza di combinare gli studi sull’origine della vita terrestre con quelli sui corpi minori come comete, asteroidi e meteoriti. Solo un approccio multidisciplinare, infatti, ci permetterà di capire le dinamiche che hanno portato allo sviluppo della vita sulla Terra e di focalizzare al meglio gli sforzi per la ricerca di forme di vita extraterrestri”.

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it