Il pane e la sua storia

23Il 16 ottobre ricorreva la giornata del pane. Non ero a conoscenza di questa ricorrenza, l’ho scoperta leggendo un twitter di Enzo Bianchi, il Monaco fondatore della comunità di Bose.

Questi sono i giorni della semina del grano!
Seminare è uno degli atti umani più grandi e significativi:
un atto di fiducia e di speranza perché il raccolto non é garantito,
un atto di amore perché chi semina dice “sì!” alla terra, alla vita.
Solo chi semina raccoglie!

Il riferimento al pane è sotto inteso, Enzo Bianchi ritorna sul significato del pane proprio in un’intervista che gli è stata rivolta per la giornata del pane ed esordisce così:

Con il pane noi evochiamo la storia dell’umanità azione, che è avvenuta a tavola, ma soprattutto nel nostro bacino mediterraneo è avvenuta attraverso il pane, uno degli alimenti più antichi, da quando, 12/13 mila anni fa, nell’incontro tra natura e saperi, attraverso la lievitazione si è iniziato a trasformare il grano in un cibo più buono, più digeribile è molto nutriente. Da allora, molto più che alimento, il pane ha cominciato a caricarsi di una ricchissima valenza simbolica con la quale ha attraversato i secoli”.

Il primo pane non era che una specie di polentina fatta con i semi schiacciati tra le pietre. Si cominciò poi a cuocerlo sulle pietre come fanno ancora oggi le popolazioni nomadi dei pastori in tutte le parti del mondo. Per il pane lievitato dobbiamo attendere gli Egizi. Poi si migliorò la cottura e da una buca nel terreno, dopo averla svuotata delle braci e della cenere, si passò alla cottura in forni primitivi, via via migliorando fino a quelli a legna.

Il pane era un bene prezioso; i contadini venivano pagati con il pane e lo si metteva nelle tombe per il viaggio dei defunti. Furono i Greci che iniziarono a lavorarlo di notte perché al mattino fosse fresco.

Il valor simbolico del pane lo si trova soprattutto nella Religione Cristiana, strumento attraverso il quale Gesù si rende presente nell’Eucarestia; è preannunciato nell’Antico Testamento attraverso la manna, pane del cielo per sfamare gli ebrei erranti nel deserto.

Per Enzo Bianchi il pane è simbolo della necessità: si lavora per comprarsi il pane e senza pane non si può vivere. I poveri sono sempre alla ricerca del pane perciò non esiste un pane mio è un pane tuo, ma il pane è di tutti e va condiviso. Oggi abbiamo perso la sacralità del pane, ma quando io ero bambina non bisognava mai mettere il pane all’incontrario sul tavolo e neppure buttarlo via: le nostre mamme ci ricordavamo i poveri che morivano di fame. Anche le briciole non si buttavano, ma si lasciavano agli uccellini.

Oggi tutto questo è dimenticato ma in me è sempre vivo l’insegnamento di mia madre che diceva: “un pezzo di pane non si nega a nessuno”.

Giovanna Turco

Silva Bos

Giornalista di Informazione Positiva - Direttore Responsabile di Karamellenews.it