Il pane “sospeso” per chi ha bisogno. Mimmo Filosa, il panettiere dal cuore buono

Il caffè sospeso, cioè lasciare un caffè già pagato a chi non se lo poteva permettere, è ormai una prassi della tradizione napoletana: in tempi più antichi si distribuiva un tizzone portato sulla paletta che, nei cortili napoletani, veniva offerto, da chi aveva già acceso il focolare in ore più mattiniere, a beneficio degli altri coinquilini che potevano risparmiare il consumo dei fiammiferi. Sempre dal cuore di un napoletano nasce il “pane in sospeso”. Il promotore di questa bella iniziativa solidale è Mimmo Filosa, proprietario della panetteria Doc. “Tutto inizia da un’usanza diffusa ormai da anni nella cultura napoletana, quella del “caffè sospeso”, presa poi a modello da altri tipi di attività commerciali: nasce così il nostro “pane sospeso”, un’idea che rispecchia a pieno il buon cuore dimostrato spesso nella storia del popolo partenopeo” spiega Mimmo in esclusiva a Karamellenews.

La cultura del “sospeso” è stata recentemente adottata da un settore altrettanto popolare nella cultura locale, quello della pizza, amata quanto il caffè nella nostra città. Come panificatore, data la mia vicinanza professionale ai pizzaioli, l’idea di lanciare lo stesso messaggio alla mia intera categoria è stata immediata” prosegue il panettiere che, alla curiosità di Karamellenews di sapere se il progetto si è sviluppato come si aspettava, rispecchiando le sue aspettative, oppure ha preso una strada diversa da come desiderava risponde che “per adesso, alcuni altri colleghi sensibili ai problemi sociali del territorio stanno mettendo in pratica l’iniziativa rispecchiando pienamente le mie aspettative, magari dandogli un “taglio” particolare (è il caso di dirlo, trattandosi di pane!)”. 

Essendo lei il fautore di questa iniziativa, è orgoglioso che si è espansa in tutta Italia o a volte è un po’ come se fosse stato “geloso” che qualcuno altro l’abbia messa in atto? Magari in maniera diversa da come lei avrebbe voluto? “Parliamo di un’idea finalizzata ad aiutare i più bisognosi, oltre a sensibilizzare i consumatori verso uno spirito di solidarietà verso chi vive il disagio. E spesso la sofferenza si trova a pochi metri da noi, nel nostro stesso paese o quartiere, nelle case di chi non può vivere come noi e che, anche se ci sembra strano, frequenta i nostri stessi luoghi ed esercizi commerciali. Sapere di essere emulato da altri panettieri può solo rendermi felice”.

E se dovesse scegliere un altro bene/oggetto da lasciare “in sospeso”, a cosa penserebbe? Magari potrebbe essere il promotore di un’altra bella iniziativa “Vengo da una città in cui la solidarietà è molto sentita, un luogo storicamente aperto alle culture e alle diversità. E sono fiero di aver assorbito questi tratti positivi nonostante le criticità sociali di questo luogo. Così come il caffè, poi la pizza ed ora anche il pane, sarei contento se altri simboli della cultura locale fossero oggetto di questa iniziativa, non necessariamente nel settore enogastronomico: magari biglietti di partecipazione a visite guidate su Napoli e provincia, per avvicinare i meno facoltosi alla scoperta dell’arte e dei paesaggi di questo bellissimo territorio”.

Karamellenews auspica che aumentino sempre più queste iniziative “in sospeso”, e che si divulghino nel mondo, come tutte le cose belle e buone… Made in Italy.

Stefania Nocita

Redazione Karamellenews

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