“Il ponte silenzioso”. Emozioni, parole e immagini del dopo Ponte Morandi

Un libro diverso, che lascia spazio a chi il trauma l’ha vissuto davvero. Un progetto nato da un’idea di Valentina D’Amora, redattrice ed educatrice ambientale, che, da subito dopo il crollo del Ponte Morandi ha iniziato a raccogliere le preziose testimonianze di sopravvissuti, sfollati, soccorritori, ma anche dei semplici cittadini genovesi e degli abitanti della Valpolcevera, con l’obiettivo di mantenere viva la memoria di quei giorni. Durante il lavoro di selezione dei materiali, Valentina incontra Nadia Porfido, psicologa e psicoterapeuta, che, successivamente, si occuperà della catalogazione dei testi raccolti, costruendo un percorso legato alle emozioni.

Un progetto editoriale di taglio sociale, perché i proventi della vendita verranno interamente devoluti a progetti educativi a cura di realtà già attive sul territorio della Valpolcevera. La casa editrice scelta, inoltre, è la KC che, oltre ad essere la prima ecologica in Liguria, coinvolge alcuni detenuti del carcere di Genova Pontedecimo, nel progetto formativo “Il cielo in una stampa”, in collaborazione con il Ministero della Giustizia.

Un libro per la Valpolcevera, stampato in Valpolcevera: un modo di dare ulteriore valore al progetto. Il libro è uscito a sei mesi esatti dal crollo: una data significativa, un momento per fermarsi a riflettere su quanto accaduto.

Il ricavato sarà devoluto all’Associazione A.S.C.U.R., realtà voluta e costruita da cittadini della Valpolcevera: sono infatti più di cento i volontari che, dopo anni di presenza attiva e iniziative a favore di bambini, famiglie, anziani, disabili, nel 1984 costituiscono la Cooperativa. Il sostegno del volontariato, seppure in forma ridotta, ancora oggi integra e aggiunge valore/valorizza l’attività professionale. I servizi e le attività della cooperativa sono ispirate dal convincimento che la comunità famigliare e sociale siano il nucleo centrale da sostenere attraverso l’intervento diretto sui suoi componenti e il potenziamento delle energie presenti sul territorio. A.S.C.U.R. vuole favorire la realizzazione di un clima di comunicazione improntato sulla tolleranza, l’allentamento degli stereotipi e l’attivazione di processi di cura da parte della comunità locale.

Redazione Karamellenews

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