Il Santuario della Madonna dell’acquasanta

Ho scoperto il Santuario della Madonna dell’acqua Santa quasi per caso ..e da poco tempo. Eppure dista pochi chilometri da Sanremo, nella Valle Argentina. Ero stata invitata al compleanno di una “zia” particolare, era un’amica di quasi 90 anni che avevo incontrato ad un corso di esercizi spirituali, con la quale avevo subito scoperto una certa affinità: voglia di trasgredire ai momenti di silenzio, sguardi di complicità quando ci veniva dato un consiglio troppo restrittivo… Insomma mi aveva adottato e io le volevo un bene profondo. Quel giorno di fine maggio (o forse era la prima domenica di giugno) mi recai a Badalucco insieme ad un’ amica, la vera nipote; Pierina, la zia, ci suggerì di andare a Messa al Santuario della Madonna dell’Acqua Santa. Ne avevo sentito parlare in relazione ad un fatto legato alla seconda guerra mondiale, un Eccidio adoperarsi tedeschi nei confronti di due sacerdoti che si occupavano di bambini orfani. Non conoscevo altro.

Dopo Badalucco, prendendo il primo bivio che si incontra,si trova Montalto. All’inizio del paese c’è una diramazione della strada, ancora più stretta che porta al Santuario. La strada si snoda in salita e si immerge in boschi di castagni secolari, intervenire ricchi di felice, forse, di funghi. Dopo vari tornanti si arriva al Santuario, un luogo silenzioso dove, però, ogni cosa sussurra una storia.

Mi colpì subito per la bellezza, il fresco, il profumo della primavera inoltrata e per la storia che ogni pietra raccontava.

Ci ritornai il 17 Agosto, giorno che commemora quell’edificio, e così scoprii la storia che il mio Collega Nanni Perotto, aveva riscoperto e ricostruito minuziosamente attraverso ricerche. Nel 1944′ un gruppo di ragazzi orfani, sotto la protezione di un sacerdote, don Stanislao e di un chierico, don Bellini, si erano  rifugiati nel ricovero vicino al Santuario per sfuggire ai bombardamenti continui che subiva la città di Imperia, da cui i ragazzi provenivano. Durante un rastrellamento, i tedeschi minacciarono di uccidere i ragazzi ma i due religiosi si offrirono al loro posto. Furono trucidati lungo la strada che dalla casa che li ospitava porta al Santuario, di fronte agli occhi dei bambini chiusi nella chiesa e protetti dalla Vergine Maria.

Quel giorno, settantesimo anniversario, ci fu una commemorazione solenne e l’interpretazione teatrale di un monologo scritto dal prof. Perotto.

Vi lascio immaginare la commozione di quel giorno. Nonostante la bellezza del luogo, la storia era presente con i suoi drammi e le sue verità! È di quel luogo mi sono profondamente innamorata.

Il Santuario ricorda un miracolo avvenuto nel alla fine del 1400 quando un vecchio invalido fu risanato dall’acqua che la Verine fece sgorgare da una sorgente vicino a lui che si era rifugiato nel bosco. Nella chiesa vi è imposto da cui si può attingere l’acqua che i fedeli bevono con devozione e implorando la protezione della Madonna.

Da due anni, porto i miei studenti quinta liceo a conoscere questo luogo e la storia di don Stanislao e don Bellini e anche loro. Per devozione o per buon auspicio. Bevono l’ acqua dell’acquario sorgente miracolosa.

Montalto Ligure dista circa 49 km da Sanremo. Oltre al Santuario è possibile ammirare nella Chiesa parrocchiale, il Polittico del Brea, grande pittore del 400 – 500 Ligure, la chiesa di San Giorgio nel Cimitero, opera romanica di severa bellezza.

Giovanna Turco

Giovanna Turco

Articolista & curatrice della rubrica Karamella Folk di Karamellenews.it