Il Sardinia Radiotelescope (SRT): un’eccellenza italiana

A San Basilio, vicino a Cagliari, sorge un enorme radiotelescopio, il Sardinia Radiotelescope (Srt) che da 10 anni osserva il cielo studiando esopianeti, buchi neri e collisioni tra asteroidi utilizzando il principio dell’interferometria, dove più radiotelescopi posizionati lontani tra loro, osservano lo stesso segnale proveniente da una radiosorgente cosmica. In questo modo, la rete di antenne si comporta come un unico grande radiotelescopio di dimensioni pari alla massima distanza tra i singoli elementi. Si può così ottenete una grande risoluzione tanto maggiore quanto più è grande la distanza tra le antenne.

Il SRT in Italia fa parte della rete VLBI (very long base interferometry) che studia il cielo collaborando con il radiotelescopio di Medicina (Bologna) e quello di Noto (Siracusa), costituendo di fatto un unico strumento grande quanto l’Italia. A livello europeo invece, il radiotelescopio sardo è inserito nella rete interferometrica continentale il cui centro di controllo si trova a Dwingeloo (Olanda), dove giungono i dati da tutti gli strumenti europei.  Il 9 maggio 2018, SRT è diventato ufficialmente membro del programma Nasa “Deep Space Network” divenendo Sardinia Space Antenna (SSA) e verrà utilizzato come supporto nelle missioni a lunghe distanze.

Suo compito principale sarà quello di comunicare con le numerose sonde interplanetarie esplorative captandone i debolissimi segnali radio. Un altro compito assegnato a SSA, riguarda la sorveglianza dell’enorme massa di detriti spaziali costituiti da resti di satelliti dismessi o danneggiati da collisioni, oltre che da strumenti perduti dagli astronauti durante le loro missioni extraveicolari (cacciaviti, chiavi, etc). Un importante contributo SSA lo darà nel coordinare le future missioni verso Marte e la Luna.

A collaborare col radiotelescopio sardo ci sono altre tre antenne dislocate in Australia, USA e Sud America; i quattro strumenti costituiscono un unico radiotelescopio grande quanto l’intera Terra.

Il collaudo di SSA è avvenuto lo scorso anno quando ha ricevuto il segnale dell’avvenuto schianto della sonda Cassini su Saturno, che ha decretato la fine della missione Cassini-Huygens. Tecnicamente, questo radiotelescopio ha una parabola di 64 m2 di diametro, un’altezza di 35 m per un peso di 3.000 Tonnellate. Costruito nel 2006, è il più grande radiotelescopio europeo. Il suo costo di 60 milioni di € è stato sostenuto dal MIUR, dalla Regione Sardegna e dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI).

Una realtà di che andarne fieri, no?

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it