Il super telescopio spaziale Wfirst dedicato a Nancy Grace Roman

Il nuovo telescopio che cercherà di svelare i misteri del cosmo, avrà il nome dell’astronoma “mamma”  del telescopio Hubble.

La Nasa ha voluto dedicare a Nancy Grace Roman, l’astronoma americana scomparsa ultranovantenne nel 2018, il nuovo super telescopio spaziale Wfirst. L’avvenimento cade nel centesimo anniversario del suffragio femminile. Nancy Roman nasce a Nashville,Tennessee nel 1925, la madre è una musicista e il padre un geofisico. Sarà tuttavia la madre a farla appassionare all’astronomia, come rivelerà la scienziata che approda alla Nasa, assumendo nel 1961, la direzione della sezione Scienze Spaziali. Per 21 anni si dedicherà alla realizzazione di strumenti per lo studio del Sole, dello Spazio profondo e dell’atmosfera terrestre.

Ma il suo più grande successo è rappresentato dall’impegno per la realizzazione del più potente telescopio spaziale mai realizzato: l’Hubble Space Telescope che da 30 anni ci regala immagini mozzafiato del cosmo.

Come prima donna divenuta Capo settore Astronomia con ruolo esecutivo della Nasa, Nancy Roman ebbe il merito non solo di reperire i fondi per il telescopio, ma anche quello di aver promosso la collaborazione tra Nasa ed Agenzia spaziale europea (ESA). “È grazie alla leadership e alla visione di Nancy Grace Roman che la Nasa è diventata pioniera nell’astrofisica e ha lanciato Hubble, il telescopio spaziale più potente e produttivo al mondo”, rivela Jim Bridenstine, l’amministratore della Nasa.

Il suo programma influenza ancora oggi l’astronomia moderna. Importante anche l’impegno dell’astronoma nella promozione del ruolo delle donne nella scienza e della divulgazione, Lei stessa negli anni ’90 tenne corsi di astronomia presso scuole elementari.

C’è anche una simpatica curiosità: nel 2017, l’azienda che produce i mattoncini Lego, inserì l’immagine di Nancy Roman in una edizione speciale di quattro donne dello spazio (con Sally RideMae Jemison e Margaret Hamilton. Acronimo di Wide Field Infrared Survey telescope, lo strumento realizzato dalla Nasa, il cui lancio è previsto per la seconda meta del 2020, avrà uno specchio del diametro di 2.4 metri e osserverà un’area 100 volte maggiore di quella prodotta dal telescopio spaziale Hubble (HST). Wfirst dovrà cercare di far luce sui grandi misteri del cosmo quali l’energia oscura (che rappresenta il 70% di tutto l’universo), ricercare la materia oscura (circa il 25% di quella presente) e scoprire pianeti extrasolari della taglia di Nettuno, anche attraverso lo studio delle lenti gravitazionali. Il tutto osservando nel visibile e nell’infrarosso utilizzando strumentazioni recentissime come la fotocamera da 300 megapixel. Con Wfirst, presto sarà lanciato anche un altro importante strumento della Nasa: il James Webb Space Telescope. Le loro immagini ci riveleranno un nuovo universo.

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it