La Cappella di Nôtre Dame des Fontaines

Risalendo la Valle Argentina che si snoda da Taggia a Verdeggia e Realdo, si giunge alle pendici del Monte Saccerello, che con il monte Bertand, la cima Musson e il monte Frontè forma il nodo alpino omonimo, caratterizzato da pendici poco aspre, coperte da prati di rododendri e boschi di larici.

Non è difficile raggiungere la vetta: ogni anno, la prima domenica di Agosto, il Vescovo di Ventimiglia Sanremo, vi celebra la Santa Messa. Sulla vetta si trova la statua del Redentore che abbraccia con lo sguardo tutta la Valle Argentina.

Non so perché ho cominciato così da lontano per parlarvi del santuario di oggi; forse perché questi luoghi sono ricchi di storia naturale e di popoli che nel passato salivano da una parte all’altra della Montagna con le loro merci e le loro storie

Durante le guerre del ‘900, gli antichi sentieri dei pastori e dei mercanti sono diventati strade sterrate, segnate qua e là da caserme militari, ora rifugi alpini, e da una frontiera, perché dal Colle Ardente si scende a La Brigue e poi Fontan, oggi territori francesi. Lungo questi sentieri sono passati pastori, mercanti, artisti, religiosi che hanno tenuto unite le tradizioni di valli che oggi ci sembrano lontane tra loro, ma basterebbe studiare l’origine dei cognomi degli abitanti dei villaggi, per capirne l’unità.

Ma veniamo al Santuario di oggi che si trova nel territorio francese.

Premetto che per giungervi basta salire da Ventimiglia verso Tenda e al borgo di Fontan prendere la strada per la Brigue, ma è molto più suggestivo pensare a questi luoghi più uniti nel passato e molto più vicini alla costa ligure, come un tutt’uno storico e culturale.

Così, alle pendici del Saccarello, dal lato opposto alla Valle Argentina, si trova il Borgo de La Brigue e a circa quattro km da lì, la Cappella di Nôtre Dame des Fontaines, Madòna dër funtan, in brigasco.

Arrivando, in mezzo ai pini, si incontra una Chiesetta, molto simile a tante altre; si trova menzionata in documenti del 1300, ma sicuramente fu edificata prima, sul luogo dove vi erano diverse sorgenti d’acqua, da cui il nome Notre Dame des Fontaines, sgorgare miracolosamente quando i brigaschi erano rimasti senza acqua.

Entrando, la chiesa si presenta con un’unica navata larga 7,20 metri e lunga 13. Ciò che però lascia senza fiato sono gli affreschi che coprono interamente le pareti, con colori vivaci e immagini anche drammatiche. È stata definita la Cappella,Sistina Delle Alpi, vi sono rappresentati i principali misteri misteri della fede Cristiana.

Ho visitato questo luogo diversi anni fa, quando ancora bisognava chiedere le chiavi al custode per potervi entrare e anche dopo, quando una biglietteria custodita permetteva a tutti di entrare.

Il luogo conserva un fascino indescrivibile, tanto che mi mancano le parole e non mi rimane altro che invitarvi a visitarlo; dista 64 Km da Sanremo, poco più di un’ora e un quarto.

Giovanna Turco

Autore foto: Mossot

Giovanna Turco

Articolista & curatrice della rubrica Karamella Folk di Karamellenews.it