La lotta di Anspi Liguria contro il bullismo continua…

Dal 2018 ANSPI Liguria si è appassionata ad un nuovo importante tema educativo, quello del bullismo e cyberbullismo.

Essere un’Associazione a servizio dei ragazzi significa avere il dovere di leggere con attenzione la realtà e tutti i fenomeni che ruotano attorno alla famiglia, di formarsi continuamente e di trovare nuove strade per poter continuare la propria mission associativa ponendosi al passo coi tempi e con i bisogni delle nostre comunità. Il tema del bullismo e cyberbullismo è purtroppo entrato nella quotidianità e sono pochi i giorni in cui i telegiornali non riportino episodi di violenza fisica o verbale continuativa, di branco, di leoni da tastiera, di heather … Gli stessi ragazzi che frequentano le scuole, luogo di elezione della nascita di forme di bullismo, sono i ragazzi dei nostri oratori e delle nostre associazioni sportive…come potremmo girarci dall’altra parte? Come potremmo non coinvolgere e lavorare insieme alle scuole per arrestare il propagarsi di questi episodi e per costruire insieme una nuova cultura di contrasto al bullismo e cyberbullismo?

Ecco da dove è nato l’impegno di ANSPI Liguria e la collaborazione con alcuni Istituti comprensivi genovesi rafforzata ancor più grazie al progetto Gioco Libera Tutti finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: con l’intervento degli Esperti del Consultorio Ambulatoriale Riabilitativo per la Famiglia  “Family C.A.R.e” ed, in particolare, della sua Psicologa e Psicoterapeuta dott.ssa Cristina Vercelli, abbiamo attivato nell’anno scolastico 2020/21 una serie di iniziative formative e laboratoriali per le scuole primarie (4° e 5°) e secondarie di primo grado dell’Istituto Comprensivo Voltri 1 rivolte sia ai ragazzi sia ai docenti e genitori. Tutto ciò è stato possibile grazie ad un’ottima sinergia con tutto il personale docente e soprattutto grazie all’attenzione pedagogica di una Direttrice Scolastica Dott.ssa Caterina Bruzzone davvero “sul pezzo” e all’organizzazione della Referente bullismo e cyberbullismo, Insegnante Chiara Fracassi.

Di seguito una breve intervista alla dott.ssa Vercelli che ci racconta la sua esperienza diretta a contatto con i ragazzi all’interno del progetto Gioco Libera Tutti:

Come è arrivata a dedicarsi ai fenomeni del Bullismo e Cyberbullismo? Qualche anno fa, un ragazzino della scuola secondaria di primo grado si è rivolto a me o meglio i suoi genitori mi hanno chiesto aiuto: il figlio si rifiutava di svolgere qualsiasi attività ovvero di andare a scuola, di uscire, di fare sport. Ciò è avvenuto gradualmente nel tempo ed è andato sempre più a peggiorare. Dopo averlo conosciuto, ho faticato a creare un’alleanza basata sulla fiducia, ma, una volta riusciti a creare una sintonia, ho realizzato che la causa del suo malessere era la violenza fisica e verbale a cui era stato sottoposto da parte dei compagni di classe. Tutto è iniziato da lì”.

Quanto è importante parlarne a scuola?  “Il bullismo e il cyberbullismo sono due fenomeni in aumento, ma soprattutto si manifestano ad età sempre minori. Si inizia a parlarne già nella scuola primaria e nel periodo di pandemia gli strumenti tecnologici da un lato ci hanno permesso di mantenere la socialità, ma dall’altro lato sono diventati un’arma nelle mani dei bambini e dei ragazzi”.

L’esperienza con la scuola è stata positiva? Ha avuto riscontri da parte dei bambini e dei ragazzi? “Si, la definirei estremamente positiva. La formazione ha lo scopo di coinvolgere i ragazzi e lasciarli liberi di raccontarsi se hanno piacere. La risposta da parte delle classi è stata di grande interesse e partecipazione sia dei più piccoli sia dei più grandi”.

Ha parlato di libertà di raccontarsi… “Si, è stato sorprendentemente piacevole da parte di alcuni ragazzi la volontà di esporsi e di raccontare la loro storia personale vissuta e soprattutto le loro emozioni nell’essere stati vittime o nell’aver assistito ad atti di violenza”.

Si sono quindi esposti davanti alla classe e ai docenti? La maggior parte si è raccontata davanti ai compagni, sintomo di coraggio e di fiducia, mentre alcuni hanno chiesto aiuto privatamente non per sé stessi, ma per amici, aspetto altrettanto positivo”.

C’è stato quindi un coinvolgimento e una sensibilizzazione su tali tematiche? “A mio parere l’obiettivo è stato raggiunto: durante gli interventi, in tutte le classi, i bambini e i ragazzi hanno partecipato con esperienze, opinioni e riflessioni… Alcuni sono stati in silenzio, ma, la percezione che ho avuto, è stata di un silenzio dovuto alla riflessione e all’elaborazione profonda dei contenuti”.

La risposta dei docenti invece quale è stata? Grande interesse e collaborazione! Ma non nego di aver colto una grande preoccupazione per alcune situazioni all’interno della scuola”.

Per finire, quale sono stati i punti di forza e le criticità dei suoi interventi nelle scuole all’interno del Progetto Gioco Libera Tutti? “Sicuramente la grande collaborazione tra i referenti di ANSPI Liguria, tutto il corpo docente, le famiglie e i ragazzi sono stati la chiave del successo di questi eventi… Se proprio devo trovare una criticità direi il tempo: mi sarebbe piaciuto averne di più per continuare a confrontarsi, ad ascoltare, a crescere insieme…”

Giorgia Castelli

Coordinatrice ANSPI Liguria

Silva Bos

GIORNALISTA specializzata in Informazione Positiva - Direttore Responsabile di Karamellenews.it