La Madonna dell’Aria aperta

Con l’inizio dell’estate, cresce la voglia di viaggiare, di scoprire nuovi luoghi, di trovare un po’ di ristoro non solo per il corpo, ma soprattutto per lo Spirito.

A volte manca il tempo o il denaro per recarsi in paesi esotici, a volte non ci si accorge delle bellezze vicine a noi. Perciò, la Karamella Folk, pur  restando restando fedele al compito di far conoscere feste e tradizioni legati alle nostre feste, vi proporrà luoghi da visitare, non molto distanti, raggiungibili in breve tempo dalla città di Sanremo.

Cominciamo oggi da un luogo che ho scoperto recentemente, di cui ignoravo l’esistenza, ma soprattutto la bellezza.

Il corso di aggiornamento dedicato agli insegnanti dei Licei di Sanremo e Ventimiglia quest’anno trattava di memorie transfrontaliere: ripercorrere la storia e le tradizioni di coloro che, nei secoli scorsi, dovevano lasciare i paesi di origine per recarsi a cercare lavoro in altre terre. Una storia quanto mai attuale, che si snoda attorno alla vita di lavoratori che dal Piemonte e dalla Liguria, cercavano lavoro, anche stagionale, quando non dovevano seguire i propri campi, in Francia, per la raccolta dei fiori a Grasse o del sale a Aigue Morte, in Camargue.

Foto, ricordi che qualche persona ha raccolto e con cui ha costruito la vera storia delle migrazioni.

È stato al termine di questo corso che mi sono ritrovata a inerpicarmi sulla strada che conduce al confine di Stato di Ventimiglia, verso Mortola superiore.

Ho girato abbastanza nella mia vita, sono andata si può dire da Nord a Sud dell’Italia, ma mai avrei immaginato di trovare un luogo incantevole, così vicino a casa.

La strada che stavo percorrendo si inerpica su quella costa che separa Ventimiglia da Mentone. Giunti a metà collina, un bivio indica Mortola superiore e subito tre tornanti ti fanno salire di alcuni metri. Lo spettacolo è mozzafiato, il mare, la costa francese fino all’Esterelle, il rosmarino che cresce spontaneo, il profumo di pini e di mare, tutto concorre a rendere il luogo un paradiso sulla terra. La strada passa su una cresta, da una parte la Francia, dall’altra Ventimiglia; la macchia mediterranea fa da padrona, ma poi cede alle coltivazioni e infine alle sterpaglie. Poche case, ma anche qualche residenze e infine la piazza dove termina la strada più agevole.

Davanti a me un santuario: Maria dell’Aria aperta, particolare perché sulla facciata, oltre a simboli religiosi, riporta versi di Petrarca e Dante dedicati alla Vergine Maria. Dalla piazza si salgono alcuni gradini e prima di entrare in chiesa, si passa in un piccolo giardino dove le violette crescono spontanee e ci sono alberi dedicati ai caduti, e un cipresso che viene dalla Terra Santa.

La Chiesa è chiusa durante la settimana, ma una cappella votiva di fianco è sempre aperta.

Il panorama da lassù è indescrivibile perché lo sguardo spazia da Ventimiglia alla Francia, mentre alle spalle le ripide montagne riparano dal freddo.

La Chiesa è dedicata al culto di Maria Bambina che si celebra il 7 settembre, ma visitando il luogo si capisce perché si chiami Madonna dell’aria aperta.

 Poco più in basso, sorge il paese di Grimaldi. Da lì parte un sentiero che si inerpica per la montagna verso il confine francese: è il famoso sentiero che porta al Passo della morte, conosciuto da coloro che volevano e vogliono raggiungere la Francia come clandestini. Il nome spiega la pericolosità di una parte del sentiero a strapiombo su Mentone; se si mette un piede in fallo si precipita direttamente nel giardino di una Villa. Nel passato erano esperti “Passeurs”, uomini del luogo, che guidavano fino alla salvezza i clandestini. Oggi, i moderni passeur  sono profughi che accompagnano altri profughi lungo quel sentiero che porta ad una vita diversa, pieni di speranza.

Le testimonianze di questi passaggi si trovano scritte sui muri di una casa abbandonata, lungo il sentiero, dove ci si fermava prima del passo: testimonianza di drammi e di sogni.

Oggi è più appropriato chiamare questo sentiero: il passo della speranza, guidato e protetto da uno sguardo Materno, quella di Maria.

La Mortola superiore dista tre quarti d’ora da Sanremo ed è raggiungibile in breve tempo anche da chi arriva dal Piemonte.

Si tratta di un luogo vicino ma che ha un fascino indicibile e che porta …a due passi dal cielo.

Giovanna Turco

Giovanna Turco

Articolista & curatrice della rubrica Karamella Folk di Karamellenews.it