Laghi salati su Marte

Sotto la superficie ghiacciata del Polo Sud marziano (Planum Australe), a 1.5 Km di profondità, è stato scoperto un bacino di acqua liquida del diametro di 20 Km.

L’acqua non ghiaccia, nonostante la temperatura di -150° C, per la presenza di Sali (5 volte quelli presenti nei mari terrestri) che consentono di abbassare il limite di congelamento. Si sa che le soluzioni saline come le brine permettono a organismi semplici di restate in vita anche in condizioni estreme. E pare che l’acqua sia molto diffusa nel Sistema Solare.

Già nel 2018 la rivista Science aveva comunicato la scoperta, da parte di un team italiano, di un lago sotto il Polo Sud di Marte. Ora è Nature Astronomy a pubblicare una nuova scoperta, sempre a guida italiana, di altri tre bacini sotterranei marziani. La ricerca è stata effettuata da Elena Pettinelli, Sebastian Emanuel Lauro dell’Università Roma 3 e da Roberto Orosei dell’INAF ed ha coinvolto ricercatori (fisici, geologi e ingegneri) del CNR che operano in Germania ed Australia. La scoperta è stata possibile grazie al Radar Marsis (Mars Advanced Radar For Subsurface And Ionosphere Sounding), realizzato in Italia da Giovanni Picardi (Università La sapienza di Roma) e che si trova a bordo della sonda europea Mars Express partita da Baikonur (Kazakistan) il 2 giugno del 2003.

Rivela Sebastian Lauro: “Abbiamo preso in prestito una metodologia comunemente utilizzata con i radar sottosuperficiali terrestri per rilevare la presenza di laghi subglaciali in Antartide, Canada e Groenlandia”. Le onde emesse da Marsis raggiungono la profondità di 5 Km, vengono riflesse e captate dalle due antenne di Kevlar lunghe 20 metri. Il lago principale recentemente scoperto è contornato da bacini più piccoli forse collegati tra loro. Già nel 1976 le sonde Nasa Viking avevano rivelato che la superficie di Marte un tempo ospitava laghi, mari e fiumi.

Ma dov’era finita tutta quell’acqua? In parte, si ipotizzava, fosse stata spazzata via dalle particelle del vento solare, il resto sarebbe finita nei bacini sotterranei. L’interesse per la scoperta è ben espressa da Roberto Orosei, uno dei coautori dell’articolo e corresponsabile di Marsis: “Mentre l’esistenza di un singolo lago subglaciale poteva essere attribuita a condizioni eccezionali come la presenza di un vulcano sotto la coltre di ghiaccio, la scoperta di un intero sistema di laghi implica che il loro processo di formazione sia relativamente semplice e comune, e che questi laghi probabilmente siano esistiti per gran parte della storia di Marte. Per questo potrebbero conservare ancora oggi le tracce di eventuali forme di vita che abbiano potuto evolversi quando Marte aveva un’atmosfera densa, un clima più mite e la presenza di acqua liquida in superficie, similmente alla Terra dei primordi”.

Ora il testimone passa alle future missioni verso Marte. Nel 2022, partirà Exomars, missione a guida italiana che ricercherà tracce di vita fino a 2 metri sotto la superficie del pianeta rosso grazie al trapano realizzato dalla Leonardo. Sono invece già in viaggio Mars 2020 della Nasa, Hope, degli Emirati Arabi e la cinese Tianwen 1, partite tutte a Luglio 2020. Esse analizzeranno rocce, atmosfera e tracce di acqua del passato di Marte. Inutile sottolineare quanto la presenza di acqua sia importante in vista delle future missioni umane su Marte. E pensare che già nel 1877 Giovanni Schiaparelli parlava di Canali visti su Marte…Ma questa è un’altra storia.

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it