L’Asteroide dei Dinosauri

Quando pensiamo ai dinosauri, inevitabilmente il nostro pensiero va alla catastrofe che ne determinò la loro estinzione 66 milioni di anni fa. L’ipotesi più accreditata riguardo alla loro scomparsa è quella che vede uno sconvolgimento climatico provocato dall’impatto di un asteroide di dieci Km di diametro (il più grande impatto mai registrato sulla Terra) avvenuto al largo della penisola dello Yucatan nel Golfo del Messico. Recentemente, presso la University of Texas, il professor Sean Gulick e un team di una ventina di scienziati ha ricostruito le ultime ore che hanno determinato l’evento catastrofico responsabile dello sterminato dei ¾ degli esseri viventi sulla Terra tra i quali i dinosauri.

Di fatto, questa fu la quinta ed ultima estinzione di massa verificatasi sul nostro pianeta. In quel momento terminava il mesozoico ed iniziava il cenozoico, l’era nella quale viviamo che ha visto anche la comparsa, molto più tardi, dell’uomo. Gli eventi si sarebbero svolti in questo modo: Da 20 a 50 secondi dopo l’impatto dell’asteroide, che provocò un cratere di 180 Km di diametro e profondo 32 Km, si sollevarono colonne   formate da rocce incandescenti vaporizzate alte come l’Everest. Pochi minuti dopo, materiale lavico cadde al suolo solidificando e formando catene montuose. 20 minuti dopo, si produsse uno tsunami (che raggiunse lo stato dell’Illinois) che ricoprì il cratere ed i monti trascinando nel suo cammino enormi quantità di sedimenti. Le pareti del cratere crollarono al suo interno e vasti incendi, causati dall’energia termica prodotta dall’impatto e dalla ricaduta di materiale incandescente dal cielo, bruciarono tutto ciò che incontrarono in un’area fino al 1.550 Km dall’epicentro. L’energia sprigionata dalla catastrofe fu pari a 10 miliardi di bombe atomiche.

La ricostruzione degli eventi è stata possibile grazie agli esami delle stratificazioni sedimentarie presenti all’interno del cratere (effettuate col metodo delle perforazioni petrolifere) fino a 500 metri sotto il fondale marino. Nel materiale ottenuto dai carotaggi erano presenti frammenti di carbonio ed un mix di rocce, ma soprattutto evidenziarono depositi di sedimenti avvenuti in brevissimo tempo e in modo violento rispetto al normale, pari a 130 metri al giorno. La conferma definitiva di ciò che avvenne è però legata all’assenza di zolfo nel materiale prelevato, mentre risultava abbondante nelle aree limitrofe. L’impatto aveva liberato in atmosfera una quantità di zolfo stimata in 325 miliardi di tonnellate che andarono a formare una nube tossica composta da acido solforico che ricoprì il cielo per decenni bloccando la radiazione solare e facendo scendere la temperatura media a 16° C.

A uccidere i dinosauri e gran parte della vita sulla Terra 66 milioni di anni fa, fu dunque un cambiamento climatico globale. “Il vero assassino dev’essere stato atmosferico” afferma Gulick, che aggiunge “Abbiamo bruciato i dinosauri e poi li abbiamo congelati, anche se non sono morti tutti in quel giorno”.  Fortunatamente la vita al largo dello Yucatan si è rapidamente rigenerata, tuttavia ciò deve farci riflettere su quanto sta avvenendo, a livello climatico, oggi.

Miro Bertinotti

Silva Bos

Giornalista di Informazione Positiva - Direttore Responsabile di Karamellenews.it