L’Astrofisica e Angelo Secchi: l’ingombrante coraggio di guardare oltre

Pochi conoscono la figura di Angelo Secchi, il gesuita astronomo che fu tra i fondatori dell’astrofisica grazie ai suoi fondamentali studi di spettroscopia e di cui quest’anno ricorre il bicentenario dalla nascita. Considerato a ragione il più grande astronomo dell’800 (senza nulla togliere a G V Schiaparelli), si dedicò alla classificazione delle stelle in base al colore e al loro spettro. Padre Secchi studiò gli spettri di 400 stelle classificandole in 4 tipologia. Prima di Lui, solo W. Herschel si era interessato al colore degli astri studiandone però solo le 6 più brillanti. Oggi sappiamo che il colore delle stelle ci rivela la loro temperatura (dal rosso, circa 6.000° C, a bianco azzurro, circa 20.000° C), mentre i loro spettri ci indicano la composizione chimica.

Padre Secchi presenterà nel 1868 il suo lavoro all’Associazione britannica per il progresso delle scienze e la sua classificazione, sebbene con piccole variazioni proposte dall’università di Harward, viene utilizzata ancora oggi.

La vita del sacerdote e astronomo è stata ricca di soddisfazioni ma anche di invidie e incomprensioni. A 15 anni entra a far parte della Compagnia Di Gesù, verrà ordinato sacerdote nel 1847. Durante i moti del ’48 e la proclamazione della repubblica Romana, Padre Secchi si reca prima in Inghilterra e poi negli USA, dove insegna e compie diverse osservazioni astronomiche. Nel 1852 egli torna a Roma, non prima di aver visitato gli osservatori di Parigi e di Greenwich, per inaugurare l’osservatorio del Collegio Romano posto sopra la Chiesa di S. Ignazio (S. Ignazio di Loyola fondò l’ordine dei gesuiti nel 1534) e dove continuerà i suoi studi anche occupandosi di stelle doppie, osservazioni del Sole e di Marte, credendo di osservare i famosi canali visti da Schiaparelli dall’osservatorio di Brera. Molti furono i suoi interessi: dalla meteorologia all’archeologia, dal magnetismo terrestre all’udite udite inquinamento marino. Inoltre scoprì anche 2 comete. Padre Secchi inventò anche strumenti meteorologici che gli valsero la Legion D’Onore conferitagli nel 1867 da Napoleone III.  Dopo l’Unità, il nuovo Regno d’Italia aveva ereditato una decina di osservatorii astronomici e per dirigerli, venne proposto Padre Secchi, che purtroppo vantava nemici sia nello Stato Sabaudo che in quello della Chiesa. Vennero così fatte altre scelte che ritardarono di mezzo secolo lo sviluppo dell’astrofisica italiana. Rocambolesca fu anche la rimozione della sua tomba al Verano, dove i suoi resti vennero inspiegabilmente conferiti nell’ossario comune.

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it