Le attività delle AVO senza il servizio in ospedale e in RSA

Sul territorio nazionale via ai “progetti alternativi”.

In queste settimane viviamo momenti di straordinaria gravità che stanno mettendo a dura prova, in ambito associativo, familiare e professionale, la nostra energia, il nostro entusiasmo, la nostra pazienza, le nostre certezze. Come Volontari AVO e come cittadini non possiamo non essere preoccupati per le persone che amiamo, per coloro che sono ricoverati, per i medici e gli infermieri che incessantemente lavorano per salvare tante vite a rischio della loro stessa vita e per tutti coloro che si trovano in stato di necessità. L’emergenza Coronavirus ha imposto una repentina trasformazione della nostra quotidianità, impedendoci anche di svolgere attività di volontariato nelle strutture sociosanitarie. Forse, quanto stiamo vivendo potrebbe essere paragonabile ad una guerra…una guerra particolare contro un nemico invisibile che può colpire tutti, senza distinzione di età, religione, ceto sociale, cultura, colore della pelle.

Purtroppo, molti di noi hanno perso familiari, amici e tuttora persone a noi care sono ricoverate in terapia intensiva. Ma il nostro pensiero è rivolto in particolare agli ospiti delle case di riposo, delle RSA, ai pazienti psichiatrici, “amici diversi” con i quali settimanalmente ci incontriamo, e oggi sono costretti a rinunciare alle nostre visite, oltre che alle visite dei parenti.

Tutto questo è causa di grande sofferenza, ma è proprio nei momenti difficili che una comunità deve stringersi ancora più forte e serrare le fila. La nostra associazione, che da quarantacinque anni è impegnata nel dono di un’amorevole presenza accanto alle persone che soffrono, in un momento così devastante non è rimasta a guardare. Infatti sono moltissime le AVO che sul territorio nazionale si stanno prodigando per svolgere delle “attività alternative” rispetto al tradizionale servizio.

Questa è l’AVO che conosciamo, questa è l’AVO alla quale sentiamo di appartenere, questa è l’AVO che ci rende felici perché riesce a garantire tante piccole gioie proprio quando strappare un sorriso è diventata un’impresa davvero difficile. L’elenco, ampio anche se non esaustivo, delle iniziative innovative che attualmente vedono protagoniste le AVO d’Italia possano essere fonte di incoraggiamento a proseguire in questo percorso: siamo sulla strada giusta!

Non si contano le donazioni in danaro ai presidi ospedalieri o ad altre strutture per acquisto di materiale sanitario, le distribuzioni della spesa e dei farmaci a domicilio, in proprio o in collaborazione con CSV, Protezione Civile, Caritas e altri Enti, gli acquisti di beni primari per case di riposo per anziani o per altre Associazioni che si occupano di fornire beni e servizi in questo momento di emergenza.

Abbiamo intensificato il dialogo sui gruppi già attivi di Whatsapp, al fine di tenere vivo un continuo contatto associativo, le videochiamate ai volontari anziani soli e a quelli ammalati, le videochiamate e le telefonate agli ospiti delle Case di Riposo per anziani, ai pazienti del Day Hospital di Oncologia, i trasporti di pazienti oncologici in collaborazione con la Croce Rossa. A tutto ciò si devono aggiungere la produzione di mascherine per pazienti, ospiti delle case di riposo, volontari e tutti coloro che ne necessitano; la donazione del sangue; il ritiro e la consegna della biancheria al reparto di Chirurgia Pediatrica; la fornitura di alcuni prodotti al reparto di Dialisi/Nefrologia; l’attivazione del “Telefono Argento” dedicato alle persone anziane di tre comuni; newsletter con il coinvolgimento dei volontari.

Diverse AVO hanno pensato ai bambini attraverso un concorso di disegno per figli e nipoti dei volontari, videochiamate al mago-volontario per allietare i piccoli ricoverati in Pediatria ed ancora l’intrattenimento con giochi, favole ecc, attraverso una piattaforma virtuale.

Avo