Le due ‘sorelle’ della Terra

0A 12,5 anni luce dal sistema solare, nella costellazione dell’Ariete, sono stati individuati due pianeti molto simili alla Terra. Le due sorelle del nostro pianeta, orbitano attorno alla stella Teegarden, una nana rossa della categoria più diffusa che popola la Via Lattea. La Teegarden, proprio per le sue piccole dimensioni (massa di 1/10 di quella solare, 1500 volte meno brillante e con una temperatura di 2660°C, contro i 5500 del nostro Sole) è stata scoperta solo nel 2003 dall’astrofisico della Nasa Bonnard J Teegarden mentre cercava asteroidi potenzialmente pericolosi.

I due pianeti, denominati Teegarden b e c, orbitano attorno alla loro stella con un periodo rispettivamente di 4.9 e 11.4 giorni. Molto interessante è che i due corpi celesti, oltre che essere rocciosi, orbitino nella fascia di abitabilità. “Teegarden b e c sono tra i pianeti più simili alla Terra mai scoperti finora” dichiara Luigi Mancini, ricercatore dell’Università romana di Tor Vergata e Inaf, coinvolto nella ricerca. In particolare Teegarden b, il più prossimo alla stella madre, ha il 60% di probabilità di avere un clima temperato (con valori tra 0° e 50° C) e un ESI (earth similarity index, valore che indica quanto un pianeta sia simile alla Terra) pari a 0.95, mentre quello della Terra è 1. Questo tra più di 4.000 pianeti extrasolari scoperti finora. Teegarden c invece risulta essere più simile a Marte, con una temperatura di – 47°C.

La scoperta è stata possibile grazie allo spettrometro montato sul telescopio spagnolo da 3.6 m di Calar Alto del Conzorzio Carmenes, che ha effettuato oltre 200 misurazioni in 3 anni per mezzo dell’effetto Doppler.  Il telescopio spagnolo è il più grande strumento continentale ed è stato utilizzato da un team internazionale coordinato dall’Università di Gottinga. I risultati invece sono stati pubblicati su Astronomy & Astrophisics.

Scopo del programma Carmenes è trovare pianeti di tipo terrestre abitabili intorno a piccole stelle vicine al Sole” rivela Luigi Mancini che prosegue ”entrambi i pianeti si trovano infatti, come la Terra ,nella cosiddetta fascia di abitabilità, la regione di spazio a una distanza dalla stella madre tale da avere la temperatura giusta per la presenza di acqua allo stato liquido. L’obiettivo futuro è osservare direttamente questi due pianeti con telescopi di prossima generazione come l’European Extremely Large Telescope e il Thirty Meter Telescope americano. Con questi nuovi occhi, potremo ad esempio, capire se hanno un’atmosfera, in cui poi cercare eventuali segni di presenza di molecole legate alla vita”. Non ci resta che attendere.

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it