L’eclissi di Einstein. Cento anni fa la conferma della Teoria della Relatività

Cento anni fa, il 29 maggio 1919, grazie ad una eclissi totale di Sole, venne confermata sperimentalmente la teoria della relatività generale di Albert Einstein. Lo scienziato Arthur Eddington, direttore dell’Osservatorio dell’Università di Cambridge, vuole tentare di dimostrare la teoria della relatività generale di Einstein, allora direttore del laboratorio di fisica Kaiser Wilhelm Institut di Berlino. Per farlo, ha bisogno di effettuare delle osservazioni durante un’eclissi totale di Sole. Eddington vuole dimostrare che la luce di alcune stelle molto vicine al Sole e visibili nell’oscurità prodotta durante l’eclissi risultano “spostate” rispetto alla posizione che occupano quando si osservano di notte e distanti dal Sole.

Perché tutto ciò? Secondo Einstein, la luce proveniente dalle stelle, transitando vicino ad una grande massa (in questo caso il Sole), viene da questa deflessa, deviata dalla sua traiettoria originaria, mostrandoci di fatto gli astri in una posizione leggermente diversa.

L’eclissi del 1919, che durerà 5 minuti (la massima durata di un’eclissi di Sole è 7m 31s), sarà il banco di prova. Vengono dunque organizzate due spedizioni in località dove l’eclissi sarebbe stata ben visibile. La prima sull’Isola di principe, nel golfo di Guinea, guidata da Eddington e da Edwin Cottingham; l’altra a Sobral, in Brasile, con gli scienziati Andrew Crommelin e Charles Davidson. Dai due siti sarebbero state impresse delle lastre fotografiche da confrontarsi poi con quelle eseguite in precedenza delle stelle scelte: Le Iadi, un ammasso particolarmente luminose nella costellazione del Toro. Mentre a Sobral il cielo si presentava sereno, a Principe era nuvoloso. Solo a fenomeno iniziato il cielo si apri tanto da consentire ad Eddington di fotografare l’eclissi. Einstein riceverà solo il 27 settembre la comunicazione da Lorenz del successo della missione da parte di Eddingto. Nel novembre dello stesso anno, i risultati della missione saranno presentati invece alla Royal Astronomic Society. La notorietà di Einstein subirà un’impennata e tutto il mondo parlerà della nuova teoria che intaccava quella di Isaac Newton sulla gravità. In effetti, la luce proveniente dalle Iadi si defletteva e le stelle apparivano spostate di 1.98” d’arco, un valore pari ad 1/1.000 del disco della Luna piena. Eravamo veramente al limite della misura possibile con le capacità tecnologiche dell’epoca. Infatti ci fu chi si dimostro scettico sul risultato.

Oggi, col fenomeno delle lenti gravitazionali, dove un oggetto viene proiettato in più punti ai lati di grandi masse, ad esempio una galassia, la teoria di Einstein è ampiamente dimostrata, mentre nel 1919 la cosa non era per niente scontata. In effetti quello fu il primo fenomeno osservato di lente gravitazionale. La riconferma della validità della relatività generale l’abbiamo avuta nel 2015 con la scoperta delle onde gravitazionali.

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it