Leggere rende felici. E il piacere intrinseco porta la felicità

Leggendo si impara non solo la lingua, ma anche a concentrarsi.

In questi giorni sto archiviando i miei libri. Metto via quelli già letti per fare spazio a quelli nuovi nella mia biblioteca. Nella mia vita, finora, ho letto più di mille libri. Quando leggo un libro sto sempre bene. In effetti leggo per il piacere del leggere. Fare una cosa solo per il piacere di farla è un piacere intrinseco, lo diceva già Aristotele. Il piacere intrinseco porta alla felicità massima. Quando una persona fa qualcosa solo per raggiungere un altro obiettivo, la felicità la si sposta verso il futuro. Il piacere intrinseco invece è immediato, succede nel presente.

Prima leggevo per imparare qualcosa di preciso, anche adesso qualche volta mi piace leggere per ricavare informazioni nuove dalla lettura. Solo che nella nostra era tecnica ed elettronica, per imparare qualcosa di nuovo è più facile gauardare un video su you tube o almeno accompagnare la lettura con altri mezzi di comunicazione.

Negli ultimi anni mi ritrovo a leggere per il solo piacere di leggere. In quelle ore di lettura il mio cervello comincia a lavorare con concentrazione così che leggendo esplode la mia creatività così come il mio ricordo profondo. Leggere è un po‘ come un metodo di meditazione. Leggendo ci si immette in uno stato mentale molto concentrato e calmo, così che nell‘interiore, nella mente si impone una certa larghezza. Appena ci si immette in questo stato di mente, vale a dire in uno stato espansivo e largo, l‘uomo diventa in grado di pensare pensieri profondi. Non è tanto importante se alla fine uno non si ricorda precisamente di quello che ha letto. L‘importante è immettersi in questo bellisssimo stato interiore.

Io, inoltre, amo la lingua, che sia italiana o tedesca fa lo stesso. Mi piacciono le frasi e le parole per sè. Leggere mi da molta soddisfazione e dopo la lettura di più di mille libri posso confermare che leggere rende proprio felici.

Sarah Krampl