Lenticchie, biancheria rossa e la data sul calendario. Tutti i perché del Capodanno

Avete ancora nel piatto o…sullo stomaco le lenticchie e lo zampone, resti della notte dell’ultimo dell’anno? Ma vi siete mai chiesti perché il Capodanno è il primo gennaio? Perché si devono per forza mangiare le lenticchie, i chicchi d’uva, di melograno ecc…alcune usanze sono moderne, ma altre affondano la loro origine al tempo dei romani, o più indietro ancora.

Papà Gregorio XIII, che nel 1582 riformò il Calendario, riprese la convenzione di quello precedente, quello Giuliano, risalente a Giulio Cesare. Costui aveva stabilito il Capodanno al primo gennaio anziché il primo marzo come usava il calendario di Numa, la ricorrenza secondo la quale in quel giorno i Romani organizzavano pranzi con amici, scambiandosi in dono un vaso bianco con mele, datteri e fichi, accompagnati da strenne (ramoscelli d’alloro) come augurio di fortuna e felicità. Esistevano, tuttavia, diversi Capodanno. I Celti lo festeggiavano tra il 31 ottobre e il 1 novembre, in Inghilterra e in Irlanda si celebrava il 25 marzo, giorno dell’Incarnazione, in Spagna il giorno di Natale…

Anche oggi vi sono Capodanni diversi da quello della tradizione Cristiana: quello Islamico che si festeggia il 1° giorno del mese di Muharram e può corrispondere a qualsiasi periodo dell’anno gregoriano poiché l’anno lunare impiegato nel calendario islamico è circa 11 giorni più breve dell’anno solare del calendario gregoriano. Nel sud-est asiatico sono diversi i Paesi che festeggiano tra il 13 e il 15 aprile. Quello ebraico si festeggia a Settembre, mentre quello Indù a metà novembre. Infine ricordiamo il calendario cinese, che non inizia in un giorno preciso, bensì nel giorno della seconda luna piena, dopo il 21 dicembre (solstizio d’inverno), in una data compresa tra il 21 gennaio e il 21 febbraio.

Sono diverse le tradizioni e i riti propiziatori legati a questa ricorrenza: le lenticchie, che in genere accompagnano lo zampone o il cotechino, sono un augurio di prosperità, esse rappresentano i soldi ed erano già usate dai romani come remunerazione per i soldati, insieme al sale (da cui salario). Lasciatemi ricordare tra tutte, le lenticchie di Castelluccio, questa prelibatezza proveniente da un posto tra i più magici d’ Italia, la Piana di Castelluccio sui monti Sibillini, sopra Norcia, un posto dove la terra e il cielo si incontrano e danno origine ad un Paradiso. Le lenticchie sono sempre accompagnate da carne grassa, zampone, cotechino, sempre presente nelle case contadine, ma anche esse segno di abbondanza.

Anche i chicchi di melograno sono portatori dì prosperità, così pure l’uva, chi mangia uva a capodanno conta i quattrini tutto l’anno: bisogna mangiarne un chicco ad ogni tocco della mezzanotte, porta fortuna, (se non ci si strozza).

Altri riti andrebbero raccontati…mi limito al significato della biancheria rossa da indossare nella notte di Capodanno. Secondo un’antica leggenda cinese, durante il Capodanno il Nian, una feroce bestia divoratrice di uomini, riemergeva dagli abissi e gli uomini cinesi, per spaventare e rimandare il demone da dove era venuto, usavano indossare il colore di cui la bestia aveva paura: il rosso. Per quanto riguarda la tradizione romana, pare che già nel 31 a.C., sotto l’impero di Ottaviano Augusto, uomini e donne romani utilizzassero indumenti rossi durante il Capodanno romano come simbolo di potere, amore, salute e fertilità.

Buon anno!

Giovanna Turco

Giovanna Turco

Articolista & curatrice della rubrica Karamella Folk di Karamellenews.it