Ma Betelgeuse esplode o no?

03Il cielo invernale è senza dubbio il più spettacolare. Alzando gli occhi verso sud, possiamo riconoscere facilmente la costellazione di Orione, il gigante cacciatore presente nella mitologia greca e romana. Tre stelle sono allineate da est verso ovest e rappresentano la cintura del cacciatore. Partendo da queste, possiamo notare, in alto sulla sinistra, una stella che spicca per il suo colore rossastro: è Betelgeuse, la spalla destra di Orione.

Distante 642.5 anni luce, con una massa 20 volte quella solare e un raggio 1.000 volte quello della nostra stella (se fosse al posto del sole ingloberebbe l’orbita di Marte), Betelgeuse è una stella gigante rossa a variabilità semiregolare. Questo significa che l’intensità della sua luminosità varia in periodi ben precisi (o quasi). Il fenomeno è noto da millenni, gli aborigeni australiani l’avevano già compreso oltre 1.000 anni fa. Nel 1836, l’astronomo W. Herschel, osservò i cicli di alternanza dei cambiamenti di luminosità in un periodo di 2.000/2.400 giorni. Se in passato Betelgeuse era stata una delle 10 stelle più luminose, oggi è finita al 20° posto. Dalle osservazioni effettuate dal 1911, in questo periodo la sua luce è diminuita fortemente, dimezzandosi negli ultimi 6 mesi. Per questa tipologia di stelle potrebbe trattarsi di un fenomeno normale, ma anche che si avvicina l’inizio di una nuova fase: la sua fine, soprattutto, rivelano gli astronomi, se non ci sarà una ripresa entro alcune settimane. Stelle come Betelgeuse, vecchia 8.5 milioni di anni, hanno vita breve (in termini astronomici): solo 10 milioni di anni. Il sole ha 4.5 miliardi di anni e si trova a metà della sua esistenza. Addirittura, vista la distanza, potrebbe essere già esplosa, dato che noi la osserviamo com’era 642.5 anni fa! Betelgeuse, quando giungerà alla sua fine (non sappiamo naturalmente quando, ma di sicuro avverrà), esploderà violentemente in supernova (tipo II) e sarà visibile anche di giorno per settimane, 100 volte più luminoso di Venere (Mag -10). Poi, scomparirà. Tuttavia non ci saranno conseguenze per gli abitanti della Terra. L’onda d’urto raggiungerà il sistema solare in 6 milioni di anni ma verrà bloccata dalla bolla protettiva del Sole.

Edward Guinan e R. J. Wasatonic, dell’Università Villanova (Pennsylvania) e TJ Calderwood, dell’America Association Of Variable stars Observers, sostengono che la supernova sarebbe la più luminosa mai osservata nella nostra galassia. Tuttavia, c’è chi ha ipotizzato – come Serafina Nance – che la diminuzione di luminosità di Betelgeuse possa dipendere da una sua instabilità magnetica o dovuta a polvere espulsa dalla stella. Infine, vorrei segnalare una situazione che potrebbe verificarsi (o forse si sta già verificando): il rischio che i media, nel divulgare una notizia come questa, cadano nel sensazionalismo. Ciò andrebbe a scapito della genuina divulgazione scientifica.

Miro Bertinotti

Silva Bos

Giornalista di Informazione Positiva - Direttore Responsabile di Karamellenews.it