Madre Bertranda e Suor Cecylia Roszak, Giuste tra le Nazioni

Madre Bertranda e Suor Cecylia Roszak sono la Lady Karamella di questo periodo, nel Giorno della Memoria, per non dimenticare quanto può diventare disumano l’uomo ma anche, per fortuna, quanto può essere attento alle sofferenze, alle persecuzioni al grido di aiuto di chi ha bisogno. Oggi, pertanto, onoriamo due suore polacche che durante le persecuzioni naziste, insieme alle consorelle, aiutarono persone ebree. Riconosciute “Giuste tra le nazioni”, nel 1984 sono state insignite del titolo di Righteous Among the Nations per i loro sforzi bellici – un titolo celebrato da Israele per descrivere i non-ebrei che hanno rischiato la vita durante l’Olocausto per salvare gli ebrei.

Nel 1938 arrivarono a Vilnius, insieme alle consorelle, l’attuale capitale della Lituania, con l’obiettivo di fondare un nuovo monastero. Le suore lavoravano in una fattoria a qualche chilometro dalla città. Con lo scoppio della guerra ci fu l’occupazione sovietica, poi, dopo l’attacco tedesco, le monache si ritrovarono sotto il dominio dei nazisti. Ma Bertranda e Cecylia con le altre sorelle, a rischio della loro vita, nascosero tra le mura del convento diciassette ebrei, secondo le cifre del Museo Yad Vashem, presentate nella pagina dedicata alla madre superiore del convento. Questi ebrei erano tutti attivisti e membri della resistenza, mentre la persecuzione nazista imperversava. C’erano Arie Wilner, Chaja Grosman, Edek Boraks, Chuma Godot e Izrael Nage. E c’era il poeta Avna Kovner.

Fu quest’ultimo a redigere il manifesto che circolò nel ghetto di Vilnius nel 1942, dal titolo “Non ci fate andare come agnelli al macello” e lo scrisse proprio tra le mura del convento. Il manifesto spiegava il piano di sterminio degli ebrei messi in atto dai nazisti, e chiamava tutta la popolazione a ribellarsi. Era la prima volta che veniva lanciato quest’allarme. Kovner poi cercò, senza successo, di organizzare una resistenza armata nel ghetto, e la Madre fece entrare clandestinamente nel convento le prime granate. Madre Bertranda lasciò il monastero e andò al Ghetto per prestare i suoi servizi, ma Kovner, la dissuase e le chiese di organizzare l’approvvigionamento di forniture, quindi le suore domenicane aiutarono la resistenza ebraica contrabbandando armi e munizioni.

Tra agosto e settembre del 1943, il ghetto fu liquidato e circa 12 mila tra uomini, donne e bambini furono deportati nei campi in Estonia. La rivolta fu schiacciata, seguì la definitiva distruzione nazista di ciò che restava del Ghetto.

Kovner riuscì a scappare dal ghetto, e sopravvisse alla guerra dopo essersi unito tra i partigiani polacchi, mentre Madre Bertranda fu arrestata nel 1943, e il convento fu chiuso. Sia la Madre, che alla fine lasciò la vita monastica e divenne nota come Anna Borkowska, che Suor Roszak, sopravvissero e con le altre consorelle tornarono infine in Polonia. Suor Cecylia Roszak, morta all’età di 110 anni lo scorso novembre, asseriva che “la vita è bella ma breve!

La vita di queste “Giuste” ci insegna che, anche in periodi di grandi difficoltà e terrore, non ci si può tirare indietro, al contrario bisogna tendere la mano a chi ha bisogno nel coraggio e l’impegno di essere umani!

E come dice una canzone di Marco Mengoni
Credo negli esseri umani che hanno coraggio… Coraggio di essere umani
L’amore, amore, amore… Ha vinto, vince, vincerà…

Alessandra Camia

Alessandra Camia

Articolista & Responsabile amministrativo di Karamellenews.it