Metano si, metano no… C’è metano su Marte?

Intesa cosi, parrebbe il ritornello di una canzone di Elio e le Storie Tese. In realtà la presenza di metano su Marte si è trasformata in un mistero: c’è o non c’è? Cominciamo dal principio: recentemente la rivista Nature Geoscience ha pubblicato uno studio a prevalenza italiana, visto il coinvolgimento di ASI, ESA e INGV, che riguardava la presenza di metano nell’atmosfera marziana.

La scoperta è stata possibile grazie alle osservazioni effettuate nel giugno del 2013 da Mars Express, sonda europea che orbita attorno al pianeta rosso e che sono seguite a quelle fatte sulla superficie di Marte dal rover Curiosity della NASA soltanto un giorno prima in un’area distante 500 Km dal Cratere Gale. Mars Express aveva già rilevato in atmosfera marziana, grazie allo spettrometro PFS (Planetary Fourier Spectrometer), la presenza dell’idrocarburo nel 2004. I dati ottenuti sono stati analizzati dai i ricercatori italiani Marco Giuranna, Giuseppe Etiope, Vittorio Formisano, Alessandro Aronica e Marilena Amoroso, oltre che da un team internazionale. Proprio Giuranna ha rivelato quanto sia importante la presenza italiana per quanto concerne la strumentazione e l’interpretazione dei dati raccolti. Restava da capire da dove proveniva e come si formava il metano su Marte.

Per questo è stata effettuata una simulazione al computer della circolazione atmosferica globale del pianeta rosso, comparandola con quella terrestre. Si è scoperto così che il metano fuoriusciva da una zona denominata Aerolis Mensae, ricca di fratture e faglie, presso il cratere Gale, dove la presenza di abbondante ghiaccio blocca la fuoriuscita del gas fino a quando, a causa di eventi sismici, cadute di meteoriti o iperpressione interna, il ghiaccio si rompe permettendo al metano di uscire e raggiungere l’atmosfera.

Ma, perché la presenza di metano su Marte è importante? L’origine di questo gas potrebbe non essere legato solo a reazioni chimiche ma anche alla presenza di microorganismi presenti nel sottosuolo marziano. Saremmo allora davanti alla presenza di forme biologiche sconosciute fino ad oggi. Però… Nel 2018, Mars Express non trova più presenza di metano. Poi la sonda europea e russa TGO (trace gas orbiter) a bordo di Exomars, giunta in orbita marziana nel 2016, conferma l’assenza del gas ma trova abbondante vapore acqueo durante la grande tempesta di sabbia di quell’anno.

La conclusione è che forse su Marte è presente un processo sconosciuto che rimuove rapidamente il metano dalla sua atmosfera. Si è anche ipotizzato che il metano venisse assorbito dalle particelle di sabbia. “Il metano potrebbe essere prodotto all’interno del pianeta e la sua fuoriuscita nell’atmosfera avviene solo in certe zone dove esistono faglie. Questo spiegherebbe in parte le variazioni di metano rilevate finora. Rimane però il problema del meccanismo di rimozione rapida del gas dall’atmosfera” conclude Giuseppe Etiope dell INGV che ha firmato anche lo studio di Exomars. Non ci resta che attendere nuovi sviluppi.

Miro Bertinotti

Miro Bertinotti

Articolista & curatore della rubrica Karamelle Spaziali di Karamellenews.it