Nadia Muran, l’araba fenice Premio Nobel per la Pace

Nadia Muran 25 anni, premio Nobel per la Pace, una donna libera che chiede giustizia, con coraggio non si è lasciata annientare dalla violenza e ha conservato le proprie radici. Attraverso il sito del Premio Nobel, Nadia ha detto “La giustizia è fondamentale”.

Ha raccontato le proprie sofferenze e ha parlato a nome di altre vittime per informare e sensibilizzare la comunità internazionale sulle violenze contro il suo popolo. La giovane persegue con tenacia il duplice obiettivo di divulgare il più possibile lo sterminio di migliaia di Yazidi e di veder processati gli aguzzini. “Questo premio è anche per tutte le donne del Medio Oriente, tutti gli iracheni, i curdi e le minoranze perseguitate in tanti angoli del mondo. Bisogna continuare a lottare perché la mentalità dello Stato Islamico può annidarsi ovunque”.

Studentessa Yazida ventunenne di Kocho, un villaggio nell’Iraq settentrionale, nel 2014 dopo l’uccisione di madre e fratelli venne rapita dall’isis, subì strupri e violenze di gruppo, pestaggi e torture in uno scenario di morte e distruzione, di schiavitù e di genocidio. Tutto questo perché “colpevole”, come tutta la sua gente, di appartenere ad una minoranza agli Yazidi di lingua curda.

Ma Nadia Muran è riuscita a scappare. La liberazione è dovuta a un caso inaspettato: quando il carceriere per distrazione non ha chiuso a chiave la porta della casa di Mosul in cui era prigioniera, Nadia ha colto l’occasione ed è fuggita.

E, come l’araba fenice che rinasce dalle ceneri, è diventata leader degli Yazidi, voce dei sopravvissuti al genocidio, di tutte le donne abusate e dei rifugiati.

Con l’aiuto dell’avvocato Amal Allamuddin è diventata Ambasciatrice dell’ONU per la dignità dei sopravvissuti alla tratta degli esseri umani. E’ riuscita a far approvare dal Consiglio di sicurezza dell’Onu una risoluzione epocale: un team investigativo che raccoglie prove dei crimini perpetrati dall’isis in Iraq e i membri dell’isis potranno essere processati.

E stata anche insignita dei premi Vaclav Havel per i diritti umani del Consiglio d’Europa e Donna dell’Anno 2016. Ha scritto la sua autobiografia nel “L’ultima ragazza”  pubblicata da Mondadori.

Alessandra Camia

Alessandra Camia

Articolista & Responsabile amministrativo di Karamellenews.it