Napoli solidale, arriva la “polpetta sospesa”

Nasce a Napoli la “polpetta sospesa“. A promuovere l’iniziativa è “Sfizzicariello“, negozio di enogastronomia al corso Vittorio Emanuele. L’attività è gestita dalla cooperativa “Arte, musica e caffé”, dove da dieci anni lavorano una quindicina di ragazzi con problemi di disagio sociale, schizofrenia, psicopatia e disturbi comportamentali.

“Sfizzicariello” non è solo un negozio che promuove le eccellenze culinarie campane, ma è un centro di aggregazione, di stimolo e di unione, per persone che possono incanalare i loro problemi, che vengono seguiti quotidianamente da professionisti ed operatori che danno un notevole contributo al benessere della socialità. Alcuni di questi ragazzi proprio grazie alla cooperativa sono riusciti a superare i loro disagi e a vivere serenamente nelle loro famiglie e nella loro cerchia sociale.

L’idea della “polpetta sospesa” è di Carlo Falcone, ingegnere e presidente della cooperativa, dove anche il fratello lavora. “Ero seduto dietro il bancone, come tutti i giorni, e un ragazzo con grande dignità mi ha chiesto un panino con le melanzane facendomi capire di non poterlo pagare. Così ho pensato che potevamo dargliene uno con le polpette. Spesso ci chiedono qualcosa da mangiare, non era la prima volta e noi quando possiamo cerchiamo di aiutare sempre. Abbiamo chiesto ai nostri clienti affezionati di lasciare in sospeso una polpetta, al costo di un euro, una cifra simbolica”, racconta Carlo.

La cooperativa infatti non riceve finanziamenti ma va avanti grazie allo straordinario lavoro dei ragazzi. Quando c’è del cibo invenduto spesso lo donano ai più bisognosi. Il sociale che aiuta il sociale. Il gesto della “polpetta sospesa” non vuole essere solamente un modo per dare una mano alle persone del quartiere, ma anche portare avanti la tradizione culinaria campana: quella della polpetta, che sia fritta o al sugo, tanto cara alle nostre nonne.

L’iniziativa è partita a metà dicembre ma ha già ottenuto un notevole successo. Sfizzicariello al centro storico è diventato poco a poco una realtà conosciuta e benvoluta nel quartiere, i ragazzi che ne fanno parte vengono da zone diverse, San Giovanni, Ponticelli, Bacoli, e grazie al lavoro di squadra, nonostante alcuni abbiano il 100% di accompagnamento, hanno imparato un mestiere. Si occupano infatti di cucina, vendita diretta, organizzano catering per feste e cerimonie, servizio a domicilio, e da poco anche consegna tramite Uber, tutte attività che prediligono il contatto con il pubblico. Una volta a settimana organizzano anche una riunione particolare chiamata “Social Gym”, aperta a tutti, dove si sta insieme, si fa il punto della situazione e si studiano nuovi progetti.

Redazione Karamellenews

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